domenica 21 dicembre 2025

Vicolo d’oro

domenica 21 dicembre 2025 - Praga magica 

Il Vicolo d’oro è una delle strade più percorse dai turisti a Praga. Conduce infatti al Castello di Praga e ha un aspetto a dir poco caratteristico e suggestivo. 

Il vicolo si compone di una lunga serie di piccole case in stile manieristico risalenti al tardo ‘500.

Il progetto originario prevedeva che questi alloggi fossero destinati alle guardie reali e alle loro famiglie, tuttavia vennero occupate soprattutto da orafi (da qui il nome della strada).

In queste case abitò, in tempi più recenti, anche Franz Kafka. 

Secondo la leggenda, in questo vicolo trovarono casa anche parecchi alchimisti impegnati a ricavare oro dal ferro, a scoprire il segreto della pietra filosofale e soprattutto a trovare una pozione che potesse garantire una lunga aspettativa di vita al re.

Il Vicolo d’oro è infatti conosciuto anche come Via degli Alchimisti.

Questa diceria popolare trae spunto dalla conclamata passione di re Rodolfo II per tale scienza antica. Egli infatti, si attorniò spesso di alchimisti, maghi ed esperti di esoterismo perché fortemente attratto dal mondo dell’occulto e da quella che oggi chiameremmo chimica.

A dare credito alla leggenda contribuì forse l’aspetto di queste case caratterizzate tutte da un che di magico ed incantato.

Le costruzioni, molto piccole, sono addossate e dotate di porte e finestre sottodimensionate rispetto alla statura media di un uomo.

Pare che re Rodolfo abbia ordinato di costruire così questo piccolo villaggio in modo da poter meglio sfruttare gli spazi e dare ospitalità al maggior numero possibile di arcieri prima e di alchimisti in seguito.

Questa architettura pare fosse indigesta invece alle suore del vicino Convento di San Giorgio, che chiesero alla regina Maria Teresa di intervenire in tal senso. Tutti coloro i quali risiedevano all’epoca (‘600) nel vicolo furono quindi costretti a restaurare le loro case e a dipingere le pareti con toni allegri e vivaci.

A molti venne persino chiesto di abbandonare le proprie abitazioni.

Nel corso del XIX secolo, invece, la strada fu spesso abitata da artisti e letterati di un certo livello.

Soltanto a metà del secolo scorso infine si pensò di attuare un restauro coatto delle case del vicolo che assunsero l’aspetto attuale.

la Torre bianca è posta all’ingresso del vicolo. La sua struttura ebbe in origine una funzione prettamente difensiva. Da essa si dipana un corridoio che sovrasta le case e che un tempo veniva febbrilmente percorso dagli arcieri che sorvegliavano e proteggevano il castello.

La casa della cartomante (al n.14); Madame de Thebes era forse la cartomante più nota e apprezzata di tutta Praga. Morto il marito farmacista, la poveretta attese per circa un trentennio il ritorno del figlio, chiamato alle armi in occasione della Prima Guerra Mondiale. Intanto ingannava il tempo rispondendo alle domande che le venivano poste da curiosi provenienti da ogni parte del mondo che volevano conoscere il loro futuro. Si dice che la donna sia stata in grado di profetizzare l’esito della Seconda Guerra Mondiale. I nazisti, dati per perdenti dalla maga, inviarono una squadra di soldati della Gestapo che la torturarono e infine la uccisero. 

Il numero 19 è la casa del regista. Qui visse Joseph Kazda e oggi è possibile ammirare una importante cineteca. Non mancano poi una piccola sala di proiezione e un cucinino senza grosse pretese. L’amore che il regista nutriva per i film e per il mondo del cinema in generale, lo condusse a collezionare pellicole e locandine. Molte di esse non sarebbero arrivate a noi senza la sua meticolosa cura e attenzione. 

Al numero 22 abitò invece Franz Kafka. Lo scrittore, qui residente dal 1916 al 1917, condivise l’abitazione con la sorella. La casa si distingue dalle altre per l’azzurro pallido delle sue pareti esterne. 

Alla fine del Vicolo ci si imbatte nella Torre di Dalibor, un paladino difensore dei diritti dei ceti più bassi. I suoi ideali ne fecero un personaggio scomodo per il potere istituzionale e gli valsero la prigionia nella torre. Ad oggi, nella torre sono conservati alcuni antichi strumenti di tortura.




 

 

 

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