domenica 21 dicembre 2025 - Praga la città d’oro
Passando da Piazza del Gran Maestro, (dell’Ordine dei Cavalieri di Malta), nel piccolo quartiere di Malá Strana e di fronte a Palazzo Buquoy, (ambasciata Francese), si trova il muro della libertà di John Lennon.
È un muro ricoperto di graffiti, disegni e murales dedicati alle più grandi canzoni dei Beatles. Graffiti che si sono accavallati e accumulati nel tempo, generando una delle opere più complesse di Praga.
Il tutto ebbe inizio da uno studente messicano, ma quest’opera fu dedicata successivamente all’head leader della band britannica: John Lennon.
Negli anni Ottanta, infatti, Praga era ancora soggiogata dal regime comunista e, riferirsi ad un simbolo positivo di speranza, fratellanza e pace, come quello di Lennon, rappresentava l’unica via d’uscita per i giovani praghesi, che cercavano la libertà.
Nel 2014, un gruppo di street artist imbiancò una parte imponente del muro, coprendo moltissimi disegni colorati, aggiungendo la scritta “The Wall Is Over“, alludendo alla caduta del muro di Berlino. Tempo dopo, questa scritta fu modificata leggermente, diventando così “The War Is Over“.
Siamo purtroppo in questo luogo a notte inoltrata, ma come un’apparizione, mi si presenta davanti una giovane giapponesina, che alla mia esclamazione: “Yoko Ono?”, mi sorride e mi si avvicina come a darmi dello “stupido”.
Ma quando comincio a intonare “Hey Jude don’t make it bad, take a sad song and make it better, (Hey Jude non peggiorare le cose: prendi una canzone triste e rendila migliore)”, si aggiunge a duettare con la sua esile voce… e al “Na-na-na-nananana...” almeno una trentina di persone si ritrovano all’unisono a cantare con noi, per un omaggio al duo Lennon/McCartney e ai quattro di Liverpool.
Saluto la mia giovane spalla con un cinque e, leggermente commosso, raggiungo a malincuore la mia compagnia, già lontana nella fredda notte!
È un muro ricoperto di graffiti, disegni e murales dedicati alle più grandi canzoni dei Beatles. Graffiti che si sono accavallati e accumulati nel tempo, generando una delle opere più complesse di Praga.
Il tutto ebbe inizio da uno studente messicano, ma quest’opera fu dedicata successivamente all’head leader della band britannica: John Lennon.
Negli anni Ottanta, infatti, Praga era ancora soggiogata dal regime comunista e, riferirsi ad un simbolo positivo di speranza, fratellanza e pace, come quello di Lennon, rappresentava l’unica via d’uscita per i giovani praghesi, che cercavano la libertà.
Nel 2014, un gruppo di street artist imbiancò una parte imponente del muro, coprendo moltissimi disegni colorati, aggiungendo la scritta “The Wall Is Over“, alludendo alla caduta del muro di Berlino. Tempo dopo, questa scritta fu modificata leggermente, diventando così “The War Is Over“.
Siamo purtroppo in questo luogo a notte inoltrata, ma come un’apparizione, mi si presenta davanti una giovane giapponesina, che alla mia esclamazione: “Yoko Ono?”, mi sorride e mi si avvicina come a darmi dello “stupido”.
Ma quando comincio a intonare “Hey Jude don’t make it bad, take a sad song and make it better, (Hey Jude non peggiorare le cose: prendi una canzone triste e rendila migliore)”, si aggiunge a duettare con la sua esile voce… e al “Na-na-na-nananana...” almeno una trentina di persone si ritrovano all’unisono a cantare con noi, per un omaggio al duo Lennon/McCartney e ai quattro di Liverpool.
Saluto la mia giovane spalla con un cinque e, leggermente commosso, raggiungo a malincuore la mia compagnia, già lontana nella fredda notte!








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