mercoledì 15 luglio 2026

La Stella di Moustiers-Sainte-Marie

mercoledì 15 luglio 2026 - Sensi e Sensazioni 

Quando si arriva nel centro storico del borgo, alzando gli occhi al cielo, si rimane colpiti dal bagliore di una stella, che di giorno cattura l’attenzione. È la Stella delle Falesie, che gli abitanti di Moustiers-Sainte-Marie tengono ben appesa a una catena che collega le due vette che dominano il paese. 

La leggenda racconta di un Cavaliere, Blacas d’Aulps, che partì per una crociata nel XII secolo. Durante il viaggio, i Saraceni lo catturarono e lo tennero prigioniero. Il Califfo, per convincerlo all’Islam, cercò di convertirlo usando il fascino del suo harem. Fedele alla sua fede, il cavaliere rimase inflessibile. Commosso dalla sua integrità, il Califfo decise infine di liberarlo. 

Al suo ritorno a casa, il Cavaliere fece appendere una stella a 16 punte, simbolo dello stemma della famiglia, per ringraziare la Vergine Maria di averlo protetto. 

Nel corso degli anni però il peso l’ha fatta precipitare ben undici volte, richiedendo, diverse sostituzioni. Quella attuale è una riproduzione del 1957, issata dopo l’ennesima caduta e semplificata a sole cinque punte. Nel 1995 la catena si sganciò ulteriormente e precipitò nel burrone, ma, a distanza di un mese, i cittadini si prodigarono per avere nuovamente la loro stella nella posizione divenuta ormai storica. 






Moustiers-Sainte-Marie

mercoledì 15 luglio 2026 - Quattro salti per l’Europa 

Dopo una mattinata immersi nella spettacolare valle di Senanque, ci ritroviamo in questo, secondo me, più bel villaggio della Provenza. Il suo territorio è compreso all’interno del Parco Naturale Regionale del Verdon. 

Dopo aver trovato l’area sosta per la nottata, ci dirigiamo verso il centro del borgo che richiede, a 40 gradi e in salita, una forza d’animo non comune, però ben ripagata, appena si entra nel centro storico. 

Il borgo dista circa sette chilometri dal lago di Sainte-Croix, su una collina rocciosa, divisa da un corso d’acqua che scende a valle e che crea una piccola cascata in paese. Ci troviamo nella regione a metà tra l’Haut Var e l’Haut Provence. 

L’altitudine 631 metri, mentre il territorio comunale varia da 474 metri fino ad arrivare alle vette di 1729. 

Il villaggio, incastonato tra le rocce, è estremamente scenografico: la cappella in cima alla montagna, il fiumiciattolo, la cascatella…tutto sembra messo li apposta per dare al borgo un aria tremendamente fiabesca. 

Il risultato è talmente incredibile che, come dicevo all’inizio, vi sembrerà di esserci per davvero in una favola. 

Notre Dame de l’Assomption, la bellissima chiesa, si trova nella piazza principale del borgo. Edificata tra il XII ed il XVI secolo e classificata monumento storico nel 1921. 

La chiesa ed il campanile definiscono tutto un lato della piazza e proprio il campanile è talmente bello da essere considerato addirittura tra i più belli della Provenza.


 

 

 


Abbazia di Senanque

mercoledì 15 luglio 2026 - Sensi & Sensazioni 

A cinque chilometri da Gordes, arrivando da una tortuosa stradina che gira intorno alla montagna, si apre una vista spettacolare: un monastero cistercense immerso nella lavanda. 

Da più di trent’anni che desideravamo ritornarci e finalmente eccoci qui, a contemplare questo luogo sacro, ma ormai troppo meta turistica, avvolto in un aere sacrale e diventata la “cartolina della Provenza”.

È uno degli esempi più affascinanti di architettura monastica e il silenzio e la pace dovrebbero regnare sovrani. Come quasi mille anni fa, infatti, l’Abbazia ospita una comunità che vive secondo la Regola di San Benedetto, dividendo armoniosamente la propria vita tra preghiera, lectio divina e lavoro. 

E’ possibile visitare il dormitorio, il chiostro, la chiesa abbaziale, il locale caldaia e la sala capitolare.

Per lungo tempo, i terreni che circondavano l’abbazia furono adibiti a pascoli e terreni agricoli coltivati ​​a patate e cereali; solamente dalla metà del XX° secolo, i frati hanno iniziato la coltivazione di lavanda, o meglio di lavandin, un incrocio tra lavanda fine e la lavanda aspic, una variante più robusta e resistente alla vita in altura. 

L’abbazia fu fondata nel 1148 da un gruppo di monaci cistercensi arrivati dall’abbazia di Mazan, nell’Ardèche. La loro cifra è la povertà assoluta delle forme: niente decorazioni, niente oro, solo pietra nuda e proporzioni perfette. Senanque, insieme alle “consorelle” provenzali di Silvacane e Le Thoronet, è considerata uno dei tre capolavori dell’architettura cistercense in Provenza, le cosiddette tre sorelle. 

Come tutte le storie lunghe nove secoli, anche questa ha i suoi alti e bassi: il periodo d’oro del Duecento, poi il declino delle vocazioni nel Quattrocento, i danni delle guerre di religione nel Cinquecento, l’abbandono dopo la Rivoluzione francese.