mercoledì 15 luglio 2026

Abbazia di Senanque

mercoledì 15 luglio 2026 - Sensi & Sensazioni 

A cinque chilometri da Gordes, arrivando da una tortuosa stradina che gira intorno alla montagna, si apre una vista spettacolare: un monastero cistercense immerso nella lavanda. 

Da più di trent’anni che desideravamo ritornarci e finalmente eccoci qui, a contemplare questo luogo sacro, ma ormai troppo meta turistica, avvolto in un aere sacrale e diventata la “cartolina della Provenza”.

È uno degli esempi più affascinanti di architettura monastica e il silenzio e la pace dovrebbero regnare sovrani. Come quasi mille anni fa, infatti, l’Abbazia ospita una comunità che vive secondo la Regola di San Benedetto, dividendo armoniosamente la propria vita tra preghiera, lectio divina e lavoro. 

E’ possibile visitare il dormitorio, il chiostro, la chiesa abbaziale, il locale caldaia e la sala capitolare.

Per lungo tempo, i terreni che circondavano l’abbazia furono adibiti a pascoli e terreni agricoli coltivati ​​a patate e cereali; solamente dalla metà del XX° secolo, i frati hanno iniziato la coltivazione di lavanda, o meglio di lavandin, un incrocio tra lavanda fine e la lavanda aspic, una variante più robusta e resistente alla vita in altura. 

L’abbazia fu fondata nel 1148 da un gruppo di monaci cistercensi arrivati dall’abbazia di Mazan, nell’Ardèche. La loro cifra è la povertà assoluta delle forme: niente decorazioni, niente oro, solo pietra nuda e proporzioni perfette. Senanque, insieme alle “consorelle” provenzali di Silvacane e Le Thoronet, è considerata uno dei tre capolavori dell’architettura cistercense in Provenza, le cosiddette tre sorelle. 

Come tutte le storie lunghe nove secoli, anche questa ha i suoi alti e bassi: il periodo d’oro del Duecento, poi il declino delle vocazioni nel Quattrocento, i danni delle guerre di religione nel Cinquecento, l’abbandono dopo la Rivoluzione francese. 

 



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