domenica 11 ottobre 2026

Diario della Settimana

domenica 11 ottobre 2026 - Che sarà della mia vita…

. Settimana di cammino 05-11: 69.870 passi

. lunedì Fes

. martedì Ifrane, Midelt, Erfoud, Merzouga

. mercoledì notte nel deserto, Thinghir, Ouarzazate

. giovedì Ait Ben Haddou, Marrakech

. venerdì Marrakech

. sabato ritorno dal Marocco

. domenica Quovadis Venezia
 


martedì 6 ottobre 2026

Ifrane, la piccola svizzera

martedì 6 ottobre 2026 - Marocco, una storia millenaria 

Si trova sui monti del Medio Atlante ad oltre 1.700 metri di altitudine. È una destinazione turistica invernale la cui principale attrattiva sono le piste da sci. È considerata la città più pulita del mondo. 

Di origine francese, in realtà si contraddistingue dal resto del Marocco per le sue costruzioni dalla tipica architettura di base alpina, in legno e con i tetti spioventi. Quando nevica sembra davvero di trovarsi in un posto decisamente lontano dal Marocco! 

Il centro storico è sicuramente uno dei luoghi più vivi: vi si affacciano infatti il Palazzo delle Poste, il Chamonix Hotel e il famoso blocco di case dalle caratteristiche alpine. 

L'eredità del periodo coloniale francese emerge con particolare eleganza nell'architettura. Negli anni '20, urbanisti visionari concepirono questa città seguendo i principi della "città giardino", creando un labirinto di strade sinuose battezzate con nomi di fiori e adornate da abitazioni in perfetto stile chalet. Camminando tra questi edifici dai tetti spioventi e dalle facciate in pietra locale, l'occhio cattura immediatamente il contrasto stridente con le medine tradizionali marocchine.


 

 

domenica 4 ottobre 2026

Meknès, la città imperiale meno nota

domenica 4 ottobre 2026 - Marocco, una storia millenaria 

Meknes è la più recente delle quattro città imperiali e fu la capitale del Marocco sotto il regno di Moulay Ismail ibn Sharif (1672 – 1727), prima che lo diventasse Fès, fino al 1912 e poi, durante la dominazione francese, Rabat. 

La città è stata storicamente sede di una cospicua comunità ebraica, che accolse un vasto gruppo di sefarditi cacciati dalla Spagna nel XV secolo, che, mescolandosi agli ebrei indigeni arabofoni, adottarono dialetti arabi. La comunità contava 9521 unità nel 1936, saliti a 15000 nel 1951. La comunità, incoraggiata da agenti sionisti legati all'Agenzia ebraica e poi dal Mossad, è emigrata in massa verso Israele e la Francia tra gli anni 1950 e 1960. 

Di Bab Mansour , una delle porte più belle del Marocco, completata nel 1732 dal figlio Moulay Abdellah, si dice che il suo nome, “Mansour”, si riferisca all’artigiano che ne progettò la decorazione, un architetto che si convertì all’Islam secondo la tradizione orale. Massicce colonne di marmo bianco, lampade di rame e ricchi ornamenti. 

Heri es-Souani è uno dei progetti architettonici più smisurati del sultano, che immaginava Meknès come una 'Versailles del Sud' capace di rivaleggiare con le maggiori capitali del suo tempo. Questo vasto complesso univa granai per i cereali e scuderie reali, concepiti per garantire l'autosufficienza della città imperiale in caso di assedio prolungato. La leggenda narra che il sito potesse ospitare e nutrire fino a 12.000 cavalli. 

L'ingegnosità del luogo risiede nei suoi muri spessi diversi metri e nei suoi stretti lucernari, che mantenevano una temperatura fresca e costante all'interno per conservare le derrate.