giovedì 19 febbraio 2026 - Come la penso
In questo mese mi sono informato e ho letto molto riguardo il testo di legge costituzionale sulle norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.
Gli articoli e le interviste rilasciate dai fautori del Si e del NO, che si fanno ogni giorno sempre più martellanti, ingarbugliano sempre più la chiarezza individuale di cosa votare.
Pensavo di dire anch’io la mia, come uomo pensante, sul falso scopo della separazione delle carriere tra Giudici e Pubblici ministeri o sull’elezione per estrazione assurda e diversa tra Magistrati e Membri Laici, a formare il Consiglio Superiore della Magistratura; o ancora sulla creazione di una nuova Alta Corte Disciplinare…
Alla fine però lascio la scelta decisionale alla mia ragione: se il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha presieduto ieri il plenum del CSM, in un evento eccezionale, intervenendo per ribadire la centralità costituzionale del Csm, con le parole: “avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell’interesse della Repubblica” e ribadendo “il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte di altre istituzioni nei confronti di questa istituzione”, sottolineando come il Csm ricopra un ruolo di rilievo costituzionale che non può essere sminuito.
L’esortazione finale è stata un invito a mantenere i lavori in una sede che deve restare “rigorosamente istituzionale ed estranea a temi e controversie di natura politica”.
Sergio Mattarella ha spiegato chiaramente di essere stato indotto a intervenire, dalla necessità e dal desiderio di sottolineare nuovamente il valore dell’indipendenza della magistratura. La sua presenza “fisica” funge da scudo istituzionale, volto a proteggere l’equilibrio tra i poteri e a richiamare tutti gli attori pubblici alla compostezza e alla lealtà repubblicana.
Del resto, si stravolgono ben 7 articoli (87-102-104-105-106-107 e 110) della Legge Costituzionale voluta dai nostri Padri Costituenti. Un gruppo eterogeneo che seppe creare un testo basato sulla libertà, sulla democrazia e sulla pace. Figure di spessore, cultura, competenza visione ed equilibrio come Calamandrei, De Gasperi, Nenni e Iotti…
E poi il parere di: Gustavo Zagrebelsky, ex-giudice della corte costituzionale; Corrado Augias, giornalista; Nicola Zuppi, cardinale; Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex-magistrato; Alessandro Barbero, accademico e storico; Nicola Gratteri, magistrato antimafia e tanti altri che mi sento di approvare.
Quindi le domande finali a cui do la mia risposta è: questa riforma renderà la giustizia un po’ più veloce o efficiente? NO; vale la pena di correre tutti questi rischi? NO; vale la pena mettere in discussione l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura che sono un pilastro della nostra democrazia? NO.











