venerdì 30 gennaio 2026 - Sensi & Sensazioni
Nel centro dello scenario di Piazza San Marco, sta la Torre dell’Orologio il cui sottoportico immette alle Mercerie e funge da maestoso ingresso alla Piazza.
La Torre è in stile rinascimentale lombardesco e fu costruita su probabile progetto di Mauro Codussi fra il 1496 e il 1499. È coronata dal celebre gruppo dei due Mori in bronzo che, con lunghi martelli, battono le ore sulla campana; furono fusi nel 1497 da Ambrogio delle Ancore.
Il meccanismo dell’orologio, che a quei tempi fu considerato un prodigio, è opera di Paolo Ranieri di Reggio Emilia e di suo figlio Giancarlo. Essi impiegarono tre anni a completarlo. Il largo quadrante, oltre alle ore, segna pure le fasi lunari e il movimento solare in rapporto ai segni zodiacali.
Ma la vera chicca, degna di essere contemplata, sta nel quadrante che segna le ventiquattr’ore, suddivise in notte (a destra), partendo dall’alto con il numero XVIII sino alle ore V del mattino, per poi segnare la giornata dalle ore VI sino alle XVII.
Particolarità: i numeri romani 19 e 24 sono indicati come XVIIII e XXIIII. La mezzanotte e il mezzogiorno si trovano, giustamente quindi, nella mezzeria del quadrante.
Altri orologi di campanili di Venezia (nelle foto 3-4: il campanile della chiesa dei Santi Apostoli, nel sestiere di Cannaregio, alto 47 metri) adottano il quadrante suddiviso in 24 ore, il che significa che la lancetta delle ore fa il giro solo una volta al giorno.
Anche l’orologio di Piazza dei Signori di Padova, sulla torre che separa il Palazzo del Capitanio dal Palazzo dei Camerlenghi e che risale ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia che conquistò Padova nel 1405, presenta il quadrante con le stesse caratteristiche.















































