domenica 19 luglio 2026

Diario della Settimana

domenica 19 luglio 2026 - Che sarà della mia vita… 

. Fossano, visita alla zia Stefanina

. Approfittiamo per quattro giorni in Provenza

. Settimana di cammino 13-19: 57.364 passi

. Visitato: Abbazia di Staffarda, Vinadio, Sambuco, Barcellonette, Gordes, Abbazia di Senanque, Moustiers-Sainte-Marie, Verdon e Castellane

. Ritorno a Caldiero, venerdì sera

. Piscina 1 giorno


 


martedì 14 luglio 2026

Sambuco - Cuneo

martedì 14 luglio 2026 - Andar per Città

Nella valle Stura di Demonte, si affaccia questo piccolissimo borgo occitano e la sua storia compare per la prima volta in un documento scritto del 1165 tra le ville possedute dai Procardi e Berardi signori di Vinadio, dominio dei Marchesi di Saluzzo a partire dal XII secolo, poi del Comune di Cuneo fino al 1259 quando l'Angiò occuperà tutta la valle. Nel 1308 Carlo II d'Angiò unisce i paesi dell'alta valle, e quindi anche Sambuco, alla Provenza. Nel 1376 la regina Giovanna d'Angiò concede in feudo a Franceschino Bolleris, i paesi dell'alta valle. Nel 1388 Amedeo VII di Savoia occupa la valle Stura da Aisone ad Argentera: da questo momento rimarrà sotto il dominio dello Stato Sabaudo.

Nel 2010 il paese contava 99 abitanti, a 1184 metri di altezza, ma è chiaramente una meta superlativa per chi vuol fare uno sano trekking nei numerosi sentieri tra i valloni laterali, arrampicate sulle pareti verticali, senza dimenticare i percorsi per mountain bike.
 

 

 

 

lunedì 13 luglio 2026

Vinadio - Cuneo

lunedì 13 luglio 2026 - Andar per Città 

Vinadio, comune occitano, in provincia di Cuneo, risale alla fine del XI secolo e proviene dalla scissione della Valle Stura, dove veniva prodotto il vino, tema riproposto, come grappolo d’uva, anche sullo stemma del paese, che oggi è famoso per l’acqua minerale naturale Sant’Anna di Vinadio.

La principale attrazione del borgo è il Forte Albertino, creazione di Carlo Alberto di Savoia, che, nel 1834 commissionò i lavori, che coinvolsero per 11 anni 4000 persone. Questo capolavoro d’ingegneria e architettura militare è suddiviso in tre fronti: il Superiore, il Fronte d’Attacco e quello Inferiore, ma non fu protagonista di nessuno scontro in quegli anni e per questo che la sua importanza andò scemando.
Solo nel ‘900 con la prima guerra mondiale, fu un importante sede militare. 
 
Cena ottima, nel parco del Castello!
 



 

 

 

 


Abbazia di Staffarda

lunedì 13 luglio 2026 - Sensi e Sensazioni 

È sempre piacevole rivedere luoghi meravigliosi come questa abbazia (per chi mi segue: “Post 31 agosto 2022” o il libro “Viaggio tra le nuvole”) e in questa breve cinque giorni di piacere, ho voluto riproporla alla mia memoria e alla conoscenza di chi mi legge. 

Siamo nel paese di Revello, nel saluzzese ed è la più cospicua tra le realtà monastiche del territorio, di almeno tre secoli dopo le altre grandi abbazie di fondazione longobarda. 

Costruita attendibilmente tra il 1122 e il 1138 sui terreni donati dal marchese Manfredo I di Saluzzo ai monaci cistercensi che venivano dall’abbazia di Santa Maria alla Croce di Tiglieto. 

Del complesso abbaziale si apprezzano in particolare la Chiesa, il Chiostro, il Refettorio, la Sala Capitolare, e la Foresteria. 

Il borgo intorno, conserva tuttora le storiche strutture architettoniche funzionali all’attività agricola, come il mercato coperto sulla piazza antistante e le cascine.


 

 

 

 

domenica 12 luglio 2026

Diario della Settimana

domenica 12 luglio 2026 - Che sarà della mia vita…

. Lucrezia animatrice al Grest di Lavagno!

. Cena Deliranti al Pian di Castagné

. Settimana di cammino 06-12: 51.826 passi


. Piscina: 6 giorni (un’oretta)

. Collaborazione con Luciana Bertinato per il libro “Incontri”
 

domenica 5 luglio 2026

Diario della Settimana

domenica 5 luglio 2026 - Che sarà della mia vita…

. Rio è in nostra compagnia fino a sabato!

. Prove Deliranti

. Settimana di cammino 29-05: 46211 passi
 
. Piscina: 3 giorni (un’oretta)

. Cena Indiana, molto interessante

. Escursione a Grazie di Curtatone (Quovadis) 
 

martedì 30 giugno 2026

Via Riva Fonda

martedì 30 giugno 2026 - Good Morning Caldiero 

Condivido e faccio mio il contenuto della lettera dell’amico Flavio, che qui riporto integralmente, ma che apparirà anche sul giornale caldierese L’EXTRA di luglio ’26.

Spero che in questo appiattimento di valori e contenuti, ci sia qualcuno che levi fermamente la voce perchè non tutto sia lasciato a una forma di progresso che va a estirpare il nostro passato e la nostra storia.

 
Oggetto
Il rifacimento dell'area di sosta e del capitello storico: 
una ferita all'identità urbana.
Gentile Direttore, 

desidero porre all’attenzione dei Suoi lettori alcune considerazioni critiche in merito al recente intervento di rinnovo urbanistico che ha interessato l’area triangolare di sosta sita in via Riva Fonda, uno spazio delicato che custodisce un capitello storico particolarmente caro alla nostra comunità.

Se da un lato non si può che accogliere con favore l’interesse delle istituzioni verso il decoro e la riqualificazione urbana, dall'altro non si può tacere la netta discrepanza tra le dichiarate intenzioni di "congruenza" architettonica e la realtà dell’opera realizzata. Il precedente assetto dell’area, risalente a quarant’anni fa, non era affatto privo di pregio, ma esprimeva un preciso valore testimoniale e progettuale: l'utilizzo del mattone a vista costituiva un colto e voluto richiamo filologico alla vicina fornace storica e alla base del capitello stesso, come rimarcato dal pittore Gonzato. Quel progetto declinava la tradizione manifatturiera locale in chiave moderna, offrendo uno spazio coerente, simmetrico e funzionale al decoro e alla sosta.

Il nuovo assetto, al contrario, introduce una profonda frattura identitaria e funzionale, per ragioni che investono sia la scelta dei materiali sia la fruibilità collettiva:

1. Sradicamento della memoria materiale: La sostituzione della storica pavimentazione in mattoni con il ghiaino lavato annulla il legame visivo e culturale con l'antica tradizione della fornace. Il risultato è l'omologazione di uno scorcio storico a formule standardizzate, tipiche di una lottizzazione contemporanea di periferia.

2. Incongruenza del rivestimento in corten
: L’impiego dell’acciaio corten per rivestire la seduta dell'aiuola, inserito a ridosso di murature antiche e case storiche, appare come un paradosso teorico se giustificato come scelta "storicizzante". Oltre al discutibile impatto estetico, tale materiale azzera la funzione stessa della struttura: esposto agli agenti atmosferici e alle escursioni termiche stagionali, l'acciaio diventa inutilizzabile per i passanti a causa delle temperature estreme che raggiunge.

3. Privazione dello spazio pubblico e di aggregazione: L'eliminazione della seduta contrapposta, posta di fronte al capitello, priva la cittadinanza dell'unico punto di sosta, raccoglimento e contemplazione del manufatto sacro. Quello che era un piccolo luogo di aggregazione di quartiere è stato di fatto declassato a mero spartitraffico decorativo.

Risolvere una prolungata carenza di manutenzione ordinaria – che per decenni avrebbe richiesto investimenti minimi – attraverso la totale cancellazione del disegno originario non significa restituire decoro. Significa, purtroppo, impoverire il paesaggio urbano della sua memoria storica, sia recente che passata. 

Mi auguro che questa riflessione possa stimolare un dibattito pubblico e spingere l'Amministrazione a riesaminare le scelte adottate. È ancora possibile intervenire per ripristinare quegli elementi di materialità (il mattone) e di reale fruibilità (le sedute) capaci di restituire alla comunità uno spazio autenticamente coerente, vivo e rispettoso della propria storia.
RingraziandoLa per lo spazio che vorrà concedere a questa segnalazione, porgo i miei più cordiali saluti.                                         Flavio Boscagin