domenica 21 giugno 2026

Villa Foscari “Malcontenta” - Mira

domenica 21 giugno 2026 - Sensi & Sensazioni 

La villa che Andrea Palladio realizza per i fratelli Nicolò e Alvise Foscari intorno al 1559, sorge come blocco isolato e privo di annessi agricoli ai margini della Laguna, lungo il fiume Brenta. 

Più che come villa-fattoria si configura quindi come residenza suburbana, raggiungibile rapidamente in barca dal centro di Venezia. La famiglia dei committenti è una delle più potenti della città, tanto che la residenza ha un carattere maestoso, quasi regale, sconosciuto a tutte le altre ville palladiane, cui contribuisce la splendida decorazione interna, opera di Battista Franco e Gian Battista Zelotti. 

La villa sorge su un alto basamento, che separa il piano nobile dal suolo umido e conferisce magnificenza all’edificio, sollevato su un podio come un tempio antico. 

Nella villa convivono motivi derivanti dalla tradizione edilizia lagunare e insieme dall’architettura antica: come a Venezia la facciata principale è rivolta verso l’acqua, ma il pronao e le grandi scalinate hanno a modello il tempietto alle foci del Clitumno, ben noto a Palladio. 

Le maestose rampe di accesso gemelle imponevano una sorta di percorso cerimoniale agli ospiti in visita: approdati davanti all’edificio, ascendevano verso il proprietario che li attendeva al centro del pronao. La tradizionale soluzione palladiana di irrigidimento dei fianchi del pronao aggettante tramite tratti di muro viene sacrificata proprio per consentire l’innesto delle scale. 

La villa è una dimostrazione particolarmente efficace della maestria palladiana nell’ottenere effetti monumentali utilizzando materiali poveri, essenzialmente mattoni e intonaco. 

Come è ben visibile a causa del degrado delle superfici, tutta la villa è in mattoni, colonne comprese (tranne quegli elementi che è più agevole ricavare scolpendo la pietra: basi e capitelli), con un intonaco a marmorino che finge un paramento lapideo a bugnato gentile, sul modello di quello che compare talvolta sulla cella dei templi antichi. 

La facciata posteriore è uno degli esiti più alti fra le realizzazioni palladiane, con un sistema di forature che rende leggibile la disposizione interna; si pensi alla parete della grande sala centrale voltata resa pressoché trasparente dalla finestra termale sovrapposta a una trifora.





 

 

 

Villa Widmann - Mira

domenica 21 giugno 2026 - Sensi & Sensazioni 

Tipica residenza estiva del ‘700 con il suo delizioso parco; un vero gioiello della Riviera del Brenta. 

Il palazzo è il risultato di una profonda trasformazione eseguita dai Widmann intorno al 1750 sul precedente insediamento degli Sceriman progettato dall’architetto Tirali; ciò spiega lo stile leggermente rococò della residenza principale. 

All’interno il ciclo decorativo celebra le glorie di questa importante famiglia tedesca, i Widmann, trapiantata a Venezia dalla Carinzia, dalla fine del ‘500 e iscritta nel libro d’oro della nobiltà veneziana nel 1646. 

Particolare attenzione meritano l’affresco della “gloria della famiglia Widmann” attribuito al Guarana e quello del “ratto di Elena” dell’Angeli, visibili nella bellissima sala delle feste. 

La famiglia Widmann è inoltre ricordata per aver commissionato molte commedie al grande Carlo Goldoni, fra queste il celebre ciclo delle “Smanie per la villeggiatura”. Nei Widmann conferì il casato dei Rezzonico che si estinse con Carlo, papa Clemente XIII. 

Anche i Widmann si estinsero aIla metà di questo secolo con Elisabetta Widmann Rezzonico, sposa del senatore conte Piero Foscari di cui rimane lo stemma di bronzo nel timpano curvilineo della facciata.

Splendido il parco, la barchessa e le altre presenze.
 





 
 


Villa Pisani Reale di Stra

domenica 21 giugno 2026 - Sensi & Sensazioni

La più grandiosa Villa della Riviera del Brenta fu eretta nel XVIII secolo su commissione della ricca e prestigiosa famiglia veneziana dei Pisani che possedeva molteplici proprietà nel territorio. 

L’opera, iniziata già dal 1735, era stata commissionata dal doge Almorò Pisani all’architetto padovano Girolamo Frigimelica che eseguì però solo le scuderie e alcune decorazioni sul giardino; il progetto vero e proprio fu infatti eseguito dall’architetto Francesco Maria Preti. 

Con la caduta della Serenissima la villa fu venduta a Napoleone Bonaparte che la donò al viceré d’Italia Eugenio Beauharnais; nel 1814 passò all’imperatore d’Austria e infine nel 1866 ai Savoia che nel 1882 la cedettero al demanio. 

La monumentale costruzione è a pianta rettangolare, con due cortili interni, divisi dal colonnato che sorregge il maestoso salone da ballo.

La villa si presenta con una facciata principale di straordinaria imponenza: il corpo centrale è attraversato da una balconata sostenuta da quattro monumentali cariatidi. Dalla balconata si innalzano poi otto semicolonne di ordine corinzio. Su un cornicione ornato da festoni fioriti sostenuti da putti, si alza un timpano triangolare ornato da statue. 

Più mosse e articolate le architetture e i decori barocchi del Parco, le scuderie e le torrette disseminate lungo la recinzione. Un lungo specchio d’acqua si estende rettilineo dinanzi alla facciata nord della villa ed è opera relativamente recente. 

A destra e a sinistra della villa due scenografiche cancellate in ferro battuto introducono al Parco. Non lontano dalla cancellata di destra, fra le siepi, si scorge la statua marmorea raffigurante “Apollo” eseguita intorno al 1718 da Giovanni Bonazza. 

Nel parco, al centro di un monticello, si trova la “casa dei freschi” cioè la ghiacciaia. 

In direzione Nord-Est si nota il muro di cinta e l’ingresso dell’arancera. 

Di fronte alla villa, dopo la lunga vasca, si trovano le scuderie, la più importante costruzione del Frigimelica nel parco. 




 

 

 


Le Ville del Brenta

domenica 21 giugno 2026 - Sensi & Sensazioni 

Il 17 aprile 1345 il Maggior Consiglio della Repubblica di Venezia abrogava la legge che fino ad allora aveva proibito ai cittadini della Serenissima l’acquisto di terreni in terraferma e così parte degli interessi del patriziato Veneto si spostarono dal commercio all’entroterra e lungo le rive del Brenta.

La possibilità di intensificare lo sfruttamento dei possedimenti in terraferma, pose il problema di come controllare da vicino la produzione. 

E così nacquero delle residenze di campagna che interpretarono le nuove esigenze e in un solo complesso riunivano la dimora padronale e gli edifici destinati ai vari servizi; nacquero vari tipi di villa:

la villa-azienda per chi trovava nell’agricoltura una nuova fonte di ricchezza;

la villa-tempio, cenacolo di artisti e intellettuali;

la villa-reggia, edificio di rappresentanza e sede di grandi feste e banchetti;

addirittura sontuose dimore, opera di famosi architetti, decorate e affrescate da pittori eccelsi, a testimoniare una stagione di splendori. 

Grandi architetti quali Palladio, Scamozzi, Frigimelica crearono dimore estive per i nobili veneziani che trascorrevano il loro periodo di “villeggiatura” in terraferma, in una vera e propria arcadia di dame e cavalieri che giocavano, cantavano, vivevano amori e narravano novelle.

La “Villa Veneta“: Villa Foscari a Malcontenta, progettata dal Palladio, originò il fenomeno della “villeggiatura” che si presentò nel Veneto tra il XV secolo e il XVI secolo e perdurò per i due secoli successivi, fino alla caduta della gloriosa Repubblica di Venezia nel 1797.

Fu a questo scopo che in questa regione furono costruite circa 2000 ville che ancor oggi testimoniano una secolare cultura architettonica. 

A partire dal XVI sec. i canali e i fiumi comodamente raggiungibili da Venezia, furono costeggiati da sontuose residenze estive. Il Canal del Brenta che collegava, insieme ad altri corsi, Venezia con Padova era il canale alla moda, luogo di delizia e prolungamento ideale del Canal Grande di Venezia, dove fiorirono più di una settantina di lussuose ville. Qui, non lontani dalla città, i nobili più facoltosi trascorrevano le loro vacanze, partendo da Venezia con comode imbarcazioni chiamate Burchiello, che risalivano il Canale Navigabile del Brenta; queste imbarcazioni erano spinte a forza di remi da S. Marco, attraverso la laguna veneta sino a Fusina, da dove venivano trainate da cavalli fino a Padova, lungo la Riviera del Brenta.