giovedì 19 febbraio 2026

Referendum Costituzionale del 22/23 marzo 2026

giovedì 19 febbraio 2026 - Come la penso 

In questo mese mi sono informato e ho letto molto riguardo il testo di legge costituzionale sulle norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. 

Gli articoli e le interviste rilasciate dai fautori del Si e del NO, che si fanno ogni giorno sempre più martellanti, ingarbugliano sempre più la chiarezza individuale di cosa votare. 

Pensavo di dire anch’io la mia, come uomo pensante, sul falso scopo della separazione delle carriere tra Giudici e Pubblici ministeri o sull’elezione per estrazione assurda e diversa tra Magistrati e Membri Laici, a formare il Consiglio Superiore della Magistratura; o ancora sulla creazione di una nuova Alta Corte Disciplinare… 

Alla fine però lascio la scelta decisionale alla mia ragione: se il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha presieduto ieri il plenum del CSM, in un evento eccezionale, intervenendo per ribadire la centralità costituzionale del Csm, con le parole: “avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell’interesse della Repubblica” e ribadendo “il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte di altre istituzioni nei confronti di questa istituzione”, sottolineando come il Csm ricopra un ruolo di rilievo costituzionale che non può essere sminuito. 

L’esortazione finale è stata un invito a mantenere i lavori in una sede che deve restare “rigorosamente istituzionale ed estranea a temi e controversie di natura politica”. 

Sergio Mattarella ha spiegato chiaramente di essere stato indotto a intervenire, dalla necessità e dal desiderio di sottolineare nuovamente il valore dell’indipendenza della magistratura. La sua presenza “fisica” funge da scudo istituzionale, volto a proteggere l’equilibrio tra i poteri e a richiamare tutti gli attori pubblici alla compostezza e alla lealtà repubblicana. 

Del resto, si stravolgono ben 7 articoli (87-102-104-105-106-107 e 110) della Legge Costituzionale voluta dai nostri Padri Costituenti. Un gruppo eterogeneo che seppe creare un testo basato sulla libertà, sulla democrazia e sulla pace. Figure di spessore, cultura, competenza visione ed equilibrio come Calamandrei, De Gasperi, Nenni e Iotti… 

E poi il parere di: Gustavo Zagrebelsky, ex-giudice della corte costituzionale; Corrado Augias, giornalista; Nicola Zuppi, cardinale; Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex-magistrato; Alessandro Barbero, accademico e storico; Nicola Gratteri, magistrato antimafia e tanti altri che mi sento di approvare. 

Quindi le domande finali a cui do la mia risposta è: questa riforma renderà la giustizia un po’ più veloce o efficiente? NO; vale la pena di correre tutti questi rischi? NO; vale la pena mettere in discussione l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura che sono un pilastro della nostra democrazia? NO.

Per tutto questo io voto NO!

1870-2026 Fiera di San Mattia Apostolo

giovedì 19 febbraio 2026 - Good Morning Caldiero 

Era il 6 febbraio 2015, quando riuscii a fare una scoperta che per conto mio consideravo uno “scoop” per il comune di Caldiero: “Rovistando sui banchi di uno dei tantissimi mercatini di antiquariato, ecco presentarsi un documento, che, oltre alla piacevolezza della sua grafica, mi permetteva, senza alcun’ombra di dubbio, di datare storicamente la più importante manifestazione annuale del nostro Paese”. 

Caldiero da quella data, poteva fregiarsi di una insindacabile, illustre e confermata anzianità della sua manifestazione, che oggi può essere riconosciuta come 156^ Fiera di San Mattia Apostolo.


 

Valter e L'EXTRA dal 2026

mercoledì 17 dicembre 2025 - Articoli per Riviste

Il quarto ciclo di collaborazione con "L'EXTRA, il giornale di Caldiero", inizia col n°94 di gennaio 2026.

Spero di trovare ancora l'entusiasmo, l'affetto e la simpatia che mi hanno legato, in duplice filo, ai nostri lettori, sin dal primo numero del lontano ottobre 2017. 

Grazie ancora e buona lettura! 

marzo 2026

febbraio 2026

gennaio 2026



mercoledì 11 febbraio 2026

Foibe, la storia

mercoledì 11 febbraio 2026 - Come la penso 

Istria, Fiume e Dalmazia formano un’area che da sempre è zona di confine multietnica, dove convivevano italiani, sloveni, croati, serbi. Con la fine della Prima Guerra Mondiale e il crollo dell’impero austro-ungarico, l’Italia ottiene territori abitati in larga parte da popolazioni slave. 

Il problema nasce lì: uno Stato nazionale che governa una realtà non nazionale!

E su questo equilibrio multietnico delicato, si inserisce il fascismo e la violenza di uno Stato che vuole assolutamente e sistematicamente “italianizzare” quei territori. Con l’avvento del fascismo, la politica verso le popolazioni slave diventa apertamente e sanguinosamente repressiva.

Durante il regime di Benito Mussolini, vengono chiuse scuole slovene e croate, cancellate le associazioni, vietato l’uso pubblico delle lingue slave, cambiati forzatamente i cognomi e i toponimi; vengono perseguitati intellettuali, sacerdoti, amministratori locali, usando sistematicamente la violenza squadrista. 

E la storiografia lo ammette: nelle aree annesse il fascismo applica una politica di italianizzazione autoritaria e di repressione delle identità slave. Questo crea una frattura profonda e duratura.

Con la seconda guerra mondiale la situazione precipita. Dopo il 1941 l’Italia occupa ampie zone della Jugoslavia e i fascisti compiono efferati crimini contro la popolazione locale. L’esercito tedesco e quello italiano attuano rastrellamenti, fucilazioni di civili, incendi di villaggi, deportazioni in campi di concentramento (famoso quello dell’isola di Arbe o Rab ).

È storia documentata: l’occupazione italiana nei Balcani è brutale e viene vissuta dalle popolazioni locali come un dominio coloniale razzista. 

Dopo l’8 settembre 1943 e poi con la fine della guerra nel 1945, il potere cambia mano.

Arrivano i partigiani jugoslavi guidati da Josip Broz detto Tito. Qui avvengono le uccisioni nelle foibe, spesso senza processi e in un clima di vendetta, di resa dei conti, di terrore politico: colpiscono fascisti, collaborazionisti, funzionari del regime, ma anche civili italiani e persone innocenti.

Le orrende foibe sono un crimine, senza attenuanti, ma sono figlie di anni di violenza precedente attuata dal regime fascista.

Le violenze del 1943-45 hanno una doppia natura: quella politica (eliminare i nemici reali o presunti del nuovo potere comunista) e quella nazionale (eliminare la presenza italiana da territori destinati alla Jugoslavia).

Da qui nasce l’esodo giuliano-dalmata che coinvolse centinaia di migliaia di italiani. Un trauma vero, profondo, spesso rimosso per decenni.

Oggi il nodo non è ricordare o no le foibe. Vanno ricordate. Il problema è come! 

Raccontarle senza dire cosa è stato il fascismo in quelle terre, senza ricordare i crimini italiani nei Balcani, senza spiegare il contesto di guerra civile e occupazione, significa non guardare la storia, significa fare uso politico della memoria, significa mancare di rispetto alle vittime innocenti e a tanti italiani costretti all’esodo.

lunedì 9 febbraio 2026

Fiera di San Mattia Apostolo

da giovedì 19 febbraio 2026 - Good Morning Caldiero 

La Fiera drizza la sua cresta, per l’annuale appuntamento! 

Giovenale era un grande autore satirico dell’antica Roma. Descriveva la società del suo tempo, in cui chi governava cercava di ottenere il consenso del popolo distribuendo grano (panem) e organizzando grandi spettacoli pubblici (circenses). 

Oggi l’espressione “panem et circenses” ha un significato più ampio. Non indica solo cibo e divertimento, ma tutto ciò che serve a distrarre le persone dai veri problemi della vita. Viviamo in un mondo pieno di informazioni e stimoli, e spesso ci lasciamo attirare da cose superficiali. 

Riflettere su questo concetto è importante perché ci aiuta a capire meglio la società e la politica di oggi. In un periodo segnato da crisi economiche, disuguaglianze e conflitti, governi e aziende usano spesso distrazioni per mantenere la calma tra le persone. Questo succede anche nella nostra vita quotidiana. 

Le distrazioni sono ovunque: serie TV, social media, cibo spazzatura, notizie sensazionalistiche, reality show, pubblicità aggressive ed eventi sportivi che attirano l’attenzione di tutti. 

Queste cose possono sembrare innocue, ma in realtà ci allontanano da problemi importanti come la giustizia sociale, il cambiamento climatico e l’uguaglianza. Per questo è importante usare il nostro tempo in modo consapevole. 

Quando le persone sono distratte e disinteressate, chi governa può prendere decisioni senza controllo. Le conseguenze possono essere gravi: meno interesse per la politica e il voto, diffusione di notizie false e aumento delle disuguaglianze. 

Essere consapevoli di queste dinamiche ci aiuta a partecipare di più alla vita della comunità e a contribuire a un cambiamento positivo.

Ponte Vallese - Colognola ai Colli

lunedì 9 febbraio 2026 - Sensi & Sensazioni 

Vallese, Ponte cinquecentesco a nord di via Calò, Archi in conci perfettamente tagliati. Alto 7 metri.

Molto scarse sono le informazioni a riguardo di questo manufatto, ma ringraziando il dottor Giorgio Castegini, la sua professionalità e la sua ricerca, possiamo aggiungere qualche notizia che potrebbe consegnarci un’opera che abbisogna di essere in qualche modo evidenziata e resa nota. 

“il ponte faceva probabilmente parte dei possedimenti agrari di Alba Pellegrini proprietaria tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600 di una vasta area zonale, al tempo non completamente priva di problemi idraulici. La proprietà aveva la sua sede padronale in Corte Vallese che come attesta il toponimo si ritrovava in area depressa e soggetta a impaludamento. Per questa ragione furono costruiti sentieri molto elevati che si innestavano su ponti come quello in oggetto.

L’età quindi, anche per la disposizione dei blocchi di pietra dovrebbe essere collocata alla fine del ‘500, anche se apparentemente potrebbero essere scambiati per manufatti romani”.

Corte Vallese, dedicata ad Alba, figlia di Carlo Pellegrini e sposa di Tomaso Sommacampagna, questa corte sorge nella zona meno edificata del territorio, in zona depressa e soggetta all’impaludamento. Presenta la colombara sull’angolo sud-ovest e sull’importante portale di accesso, in bugnato rustico, si legge: “ALBA PEREGRINA ANNO DNI MDCXXI”, con lo stemma della famiglia Pellegrini.



 

 

mercoledì 4 febbraio 2026

Franco Perugia, nel ricordo di Luigi e Valter

giovedì 5 febbraio 2026 

…Franco era nato in Alessandria d'Egitto, figlio d'un maestro di violino italiano (orchestra della Scala, Cairo symphony orchestra) con ascendenze ebraiche. Il nonno paterno era un fervente anarchico livornese, più volte "tormentato" dal regime fascista. La fuga in Egitto fu l'unica chance for Perugia's family survival dalle violente purghe fasciste contro gli avversari del regime e dalle famigerate leggi razziali.

 

Franco studiò dai Salesiani al Cairo. Suonava bene il pianoforte. Si laureò a Bologna. Lavorò tra grandi marchi: Volkswagen, Porsche, AlfaRomeo, Eni, CocaCola, Nestlè, Glaxo, Mavellia MSL ecc.

 

Aveva una piccola casa vicino a Cernobbio (Como), in riva al lago. Adorava la vela, soprattutto nell'ora di mezzogiorno, quando spira la Breva. È una tipica brezza del lago di Como, puntuale come un orologio svizzero, di breve durata ma intensa presenza in poppa da sud all"ora di pranzo.

 

La rotta di Franco non fu mai temeraria: il senso del limite e l'assennata prudenza erano i suoi rigorosi comandamenti. Non aveva una religione (per convinzione o per convenzione). Credeva in quel mistero che, qual sacra, inspiegabil emanazione, promana da ciò che è BUONO E BELLO (ΚΑΛΟΣ ΚΑΙ ΑΓΑΘΟΣ). Amava l'intuizione e la conoscenza, indistintamente, senza pregiudizi, senza riserve a priori. Era un curiosissimo, umanissimo, modernissimo alchimista, tris-magister arbiter della potenza della parola.

 

Ho avuto l’onore e il piacere di lavorare con Lui e con Luigi Scrinzi e ci siamo trovati a Milano, Venezia, Roma, e perfino a Baku, su problematiche ostiche, qualche volta impossibili, ma sempre interessanti e avvolgenti.

E sempre da Lui ho ricevuto insegnamento e professionalità. Grazie Franco e che ti sia lieve il tuo percorrere l’infinito!

 

“Nell’ultima tua barca nuova sei adagiato

come un albero Maestro in attesa

dell’adorata Breva di mezzogiorno.

Il lino spiegato è pronto a tendersi,

tra le tue mani di pianista,

per accogliere i refoli di conoscenza,

indistinta fame che guida la tua rotta:

sicura, lacustre, mai sconsiderata.

Alla via così, amico caro, mio Bapu

ché sei vivo dentro di noi, tuoi discepoli.

Veleggia sui tetti delle nostre case orfane,

caro figlio di violinista errante.

E dirigi la barra verso il tuo mistero,

del buono e del bello, in cui credesti e credi,

uomo giusto che non dimenticheremo”.

(Luigi)