giovedì 16 luglio 2026 - Quattro salti per l’Europa
Partiti a malincuore da Moustiers-Sainte-Marie, decidiamo di percorrere le “Gorge du Verdon” per arrivare a Castellane e, dopo una serie di strade a zig-zag, tra colline, querce e profumo di timo selvatico, eccoci al cospetto di una distesa d’acqua che accende il paesaggio con riflessi turchesi. Si tratta del più celebre bacino del Verdon, al confine fra il dipartimento del Var e quello delle Alpes-de-Haute-Provence: il Lago di Sainte-Croix.
Se c’è una cosa che accade davvero a tutti coloro che ci arrivano, è rimanere incantati dal suo colore. Che poi, se si ha più tempo a disposizione, ci si accorge che cambia durante la giornata, passando da un celeste lattiginoso al verde chiaro, fino a tonalità quasi smeraldo nelle ore serene. Merito dei fondali chiari e argillosi, della limpidezza dell’acqua, dei sedimenti minerali e della luce provenzale, famosa per nitidezza e intensità.
Dopo una breve sosta sulla riva, ad ammirare le innumerevoli imbarcazioni che risalgono il fiume, eccoci inerpicati sulla strada che porta a Castellane, la porta del Verdon.













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