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sabato 6 giugno 2026

A proposito di Fotografia

sabato 6 giugno 2026 - Come la Penso 

Cos’è l’originalità di un’immagine? È forse inventare qualcosa che nessuno ha mai fatto o riuscire a vedere, in quello scatto, qualcosa che appartiene solo al tuo modo di guardare?

Il vero problema della fotografia è che stiamo perdendo lentamente il coraggio di avere uno sguardo personale. Creare qualcosa, con la propria anima, per dare a quel qualcosa un’anima! 


 

domenica 17 maggio 2026

Ponte Carrozza

domenica 17 maggio 2026 - Come la Penso

I ponti testimoniano l’ingegno umano collegando mondi separati da ostacoli naturali e facilitando trasporti e commercio.

L’Italia non presenta opere di una certa lunghezza da collegare isole o altre località, non siamo pertanto tra i primi posti anche nella loro costruzione.

Abbiamo comunque grande esperienza tecnica, e potremmo ricordare il record del ponte "San Giorgio", ricostruito sul Viadotto Genova-San Giorgio a seguito del crollo del ponte Morandi, (14 agosto 2018). Realizzato dall'archistar Renzo Piano, l'opera di ricostruzione è durata 12 mesi (2019-2020), coinvolgendo nel cantiere oltre 1.000 persone che hanno lavorato a turno 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per garantirne la realizzazione nel minor tempo possibile. 

 

Il “Golden Gate Bridge” di San Francisco invece, è un ponte che mette in comunicazione l’oceano Pacifico con la baia di San Francisco. È lungo 2,71 chilometri e l'altezza delle due torri è 225 metri sopra il livello dell'acqua. Il diametro dei cavi della sospensione principale è 92,4 cm e ciascuno di essi è formato da 27.572 cavetti che, sommati tra loro, portano ad una lunghezza totale di 128.748 km (pari ad un terzo della distanza media Terra-Luna). Fu costruito in quattro anni (1933-1937) e a quel tempo era il più lungo ponte sospeso del mondo.

 

Il ponte “25 Aprile” è un ponte sospeso sull’estuario del fiume Tago e collega Lisbona alla città di Almada. È lungo circa 2 chilometri e presenta un'autostrada a 3 corsie nella parte superiore e una linea ferroviaria in quella inferiore. Venne costruito in quattro anni, (1962-1966).


Il ponte “della battaglia di Gallipoli”, tra le città di Gallipoli e Lapseki, in Turchia, sullo stretto dei Dardanelli, è lungo 5.169 metri, 3 corsie per senso di marcia, in tre campate con luce massima di 2.023 metri, è il ponte sospeso più lungo del mondo, superando di 32 metri il ponte dello stretto di Akashi in Giappone. Costruito in 5 anni (2017-2022).


 

Stendo un velo pietoso e non voglio inoltrarmi sulla vicenda del ponte sullo stretto di Messina. Ma vorrei invece porre l’attenzione di chi sta soffrendo i disagi che l’operazione comporta, parlando di un’opera cara a chi vive nelle prossimità.

Il vecchio ponte “Carrozza” sul torrente Illasi, al confine tra Lavagno e Colognola ai Colli, sulla strada provinciale 37, risaliva ai primi decenni del secolo scorso; era largo 6 metri e 30 e necessitava di essere demolito e sostituito. Ci accingiamo ora ad aspettare il nuovo manufatto che sarà lungo 22 metri e largo 14. Con due corsie da 3,25 metri ciascuna e due tratti ciclopedonali, uno per senso di marcia, larghi 1,5 metri. Tempi di costruzione preventivati: 24 novembre 2025-31 ottobre 2026 e costo dell’opera, a bilancio 4,3 milioni di euro. 




 

 




giovedì 19 febbraio 2026

Referendum Costituzionale del 22/23 marzo 2026

giovedì 19 febbraio 2026 - Come la penso 

In questo mese mi sono informato e ho letto molto riguardo il testo di legge costituzionale sulle norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. 

Gli articoli e le interviste rilasciate dai fautori del Si e del NO, che si fanno ogni giorno sempre più martellanti, ingarbugliano sempre più la chiarezza individuale di cosa votare. 

Pensavo di dire anch’io la mia, come uomo pensante, sul falso scopo della separazione delle carriere tra Giudici e Pubblici ministeri o sull’elezione per estrazione assurda e diversa tra Magistrati e Membri Laici, a formare il Consiglio Superiore della Magistratura; o ancora sulla creazione di una nuova Alta Corte Disciplinare… 

Alla fine però lascio la scelta decisionale alla mia ragione: se il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha presieduto ieri il plenum del CSM, in un evento eccezionale, intervenendo per ribadire la centralità costituzionale del Csm, con le parole: “avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell’interesse della Repubblica” e ribadendo “il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte di altre istituzioni nei confronti di questa istituzione”, sottolineando come il Csm ricopra un ruolo di rilievo costituzionale che non può essere sminuito. 

L’esortazione finale è stata un invito a mantenere i lavori in una sede che deve restare “rigorosamente istituzionale ed estranea a temi e controversie di natura politica”. 

Sergio Mattarella ha spiegato chiaramente di essere stato indotto a intervenire, dalla necessità e dal desiderio di sottolineare nuovamente il valore dell’indipendenza della magistratura. La sua presenza “fisica” funge da scudo istituzionale, volto a proteggere l’equilibrio tra i poteri e a richiamare tutti gli attori pubblici alla compostezza e alla lealtà repubblicana. 

Del resto, si stravolgono ben 7 articoli (87-102-104-105-106-107 e 110) della Legge Costituzionale voluta dai nostri Padri Costituenti. Un gruppo eterogeneo che seppe creare un testo basato sulla libertà, sulla democrazia e sulla pace. Figure di spessore, cultura, competenza visione ed equilibrio come Calamandrei, De Gasperi, Nenni e Iotti… 

E poi il parere di: Gustavo Zagrebelsky, ex-giudice della corte costituzionale; Corrado Augias, giornalista; Nicola Zuppi, cardinale; Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex-magistrato; Alessandro Barbero, accademico e storico; Nicola Gratteri, magistrato antimafia e tanti altri che mi sento di approvare. 

Quindi le domande finali a cui do la mia risposta è: questa riforma renderà la giustizia un po’ più veloce o efficiente? NO; vale la pena di correre tutti questi rischi? NO; vale la pena mettere in discussione l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura che sono un pilastro della nostra democrazia? NO.

Per tutto questo io voto NO!

mercoledì 11 febbraio 2026

Foibe, la storia

mercoledì 11 febbraio 2026 - Come la penso 

Istria, Fiume e Dalmazia formano un’area che da sempre è zona di confine multietnica, dove convivevano italiani, sloveni, croati, serbi. Con la fine della Prima Guerra Mondiale e il crollo dell’impero austro-ungarico, l’Italia ottiene territori abitati in larga parte da popolazioni slave. 

Il problema nasce lì: uno Stato nazionale che governa una realtà non nazionale!

E su questo equilibrio multietnico delicato, si inserisce il fascismo e la violenza di uno Stato che vuole assolutamente e sistematicamente “italianizzare” quei territori. Con l’avvento del fascismo, la politica verso le popolazioni slave diventa apertamente e sanguinosamente repressiva.

Durante il regime di Benito Mussolini, vengono chiuse scuole slovene e croate, cancellate le associazioni, vietato l’uso pubblico delle lingue slave, cambiati forzatamente i cognomi e i toponimi; vengono perseguitati intellettuali, sacerdoti, amministratori locali, usando sistematicamente la violenza squadrista. 

E la storiografia lo ammette: nelle aree annesse il fascismo applica una politica di italianizzazione autoritaria e di repressione delle identità slave. Questo crea una frattura profonda e duratura.

Con la seconda guerra mondiale la situazione precipita. Dopo il 1941 l’Italia occupa ampie zone della Jugoslavia e i fascisti compiono efferati crimini contro la popolazione locale. L’esercito tedesco e quello italiano attuano rastrellamenti, fucilazioni di civili, incendi di villaggi, deportazioni in campi di concentramento (famoso quello dell’isola di Arbe o Rab ).

È storia documentata: l’occupazione italiana nei Balcani è brutale e viene vissuta dalle popolazioni locali come un dominio coloniale razzista. 

Dopo l’8 settembre 1943 e poi con la fine della guerra nel 1945, il potere cambia mano.

Arrivano i partigiani jugoslavi guidati da Josip Broz detto Tito. Qui avvengono le uccisioni nelle foibe, spesso senza processi e in un clima di vendetta, di resa dei conti, di terrore politico: colpiscono fascisti, collaborazionisti, funzionari del regime, ma anche civili italiani e persone innocenti.

Le orrende foibe sono un crimine, senza attenuanti, ma sono figlie di anni di violenza precedente attuata dal regime fascista.

Le violenze del 1943-45 hanno una doppia natura: quella politica (eliminare i nemici reali o presunti del nuovo potere comunista) e quella nazionale (eliminare la presenza italiana da territori destinati alla Jugoslavia).

Da qui nasce l’esodo giuliano-dalmata che coinvolse centinaia di migliaia di italiani. Un trauma vero, profondo, spesso rimosso per decenni.

Oggi il nodo non è ricordare o no le foibe. Vanno ricordate. Il problema è come! 

Raccontarle senza dire cosa è stato il fascismo in quelle terre, senza ricordare i crimini italiani nei Balcani, senza spiegare il contesto di guerra civile e occupazione, significa non guardare la storia, significa fare uso politico della memoria, significa mancare di rispetto alle vittime innocenti e a tanti italiani costretti all’esodo.

giovedì 25 settembre 2025

Global Sumud Flottiglia

giovedì 25 settembre 2025 - Come la Penso. 

Il ministro Crosetto, parlando alla Camera, ha dichiarato che l’Italia non potrà garantire la sicurezza della Global Sumud Flotilla se entrerà "nelle acque di un altro Stato (Israele), che considera questa operazione quasi un atto ostile". 

Ma le acque davanti a Gaza sono territorio palestinese, non sono israeliane, non lo sono mai state e nessuna risoluzione delle Nazioni Unite ha mai riconosciuto tale status. 

La Convenzione Onu sul diritto del mare del 1982 stabilisce che ogni territorio costiero possiede dodici miglia nautiche di mare territoriale. Gaza, pur privata della possibilità di esercitare una piena sovranità a causa dell’occupazione militare, resta territorio palestinese riconosciuto dalle Nazioni Unite e, dunque, ha diritto a quel tratto di mare. Oltre le dodici miglia, cominciano le acque internazionali, delle quali nessuno Stato può appropriarsi. 

Considerarle acque israeliane significa riscrivere le carte geografiche e pretendere che la forza sostituisca il diritto. 

La realtà quindi è semplice: le navi umanitarie navigano in acque internazionali, con destinazione un territorio che ha diritto al suo mare. Non violano alcuna legge e chi le attacca commette un atto di guerra.

mercoledì 17 settembre 2025

Bersani a diMartedì

mercoledì 17 settembre 2025 - Come la penso 


Ieri sera, a “diMartedì”, un maestoso Pierluigi Bersani ha dato una risposta perfetta ai deliri di Giorgia Meloni, secondo cui la sinistra sarebbe colpevole di una clima di odio e violenza in Italia e nel mondo:

“Mi viene in mente Taxi Driver: ma parla a me? Ma qui siam fuori, siam fuori davvero come un balcone.

Io vorrei far presente alla Presidente del Consiglio che tre mesi fa, in Minnesota, una deputata democratica è stata uccisa insieme al marito da un antiabortista.

Giorgia Meloni ha mai sentito dire da parte nostra “non ci faremo intimidire” e tutta questa cagnara qui?

Io non riesco a comprendere come non si percepisca il cattivo gusto di parlare di una fantomatica violenza della sinistra in Italia quando a non molti chilometri da noi c’è una violenza vera addosso a poveri disgraziati, bambini, donne e non credo che Netanyahu sia di sinistra.

Il meccanismo del vittimismo aggressivo è proprio della cultura della destra, basta guardare i libri di storia: hanno sempre fatto così. Il loro leader mondiale, Donald Trump, ha fatto le sue fortune con un linguaggio violento e ora ha più imitatori della settimana enigmistica.

Questi la buttano in caciara, fanno le vittime. Ma la sostanza è che con i loro argomenti vogliono in realtà zittire l’opposizione, delegittimarla.

Ho già letto i giornali di destra: se fai una critica, diventi un odiatore. Ma io non so cosa sia l’odio, io voglio solo continuare ad aprir bocca. Non fate le vittime”.

Niente da aggiungere.




giovedì 28 agosto 2025

Comunione-Liberazione e Meloni

giovedì 28 agosto 2025 - Come la penso 

 

Dopo due anni di silenzio sul genocidio dello Stato di Israele, Giorgia Meloni, intervenuta al Meeting di Comunione & Liberazione, a Rimini, ammette che a Gaza, Israele “sta esagerando”.

Una sua prima critica aperta, verso lo Stato ebraico, l’ha vista affermare che l’uccisione dei giornalisti a Gaza è “ingiustificabile”.

Tra gli scroscianti applausi e commossa come una madonna piangente, ha ammesso che Israele è “andata oltre ogni principio di proporzionalità” e si deve fermare!

E giù un applauso oceanico da parte dei cristiani di Comunione & Liberazione, senza che nessuno però chiedesse alla cristiana Giorgia: a cosa dovrebbe corrispondere il principio di proporzionalità per un cristiano?

Alla legge del taglione di Hammurabi, ai 10 italiani massacrati dai nazisti per ogni soldato tedesco ucciso, ma soprattutto a voi di comunione e liberazione, che avete applaudito al principio meloniano della proporzionalità, dovreste sommessamente chiedervi: siete certi di aver capito qualcosa del messaggio del Cristo, del suo sacrificio per amore, che non ha proporzione, ma è perdono incondizionato. 
Quel vostro applauso è stata una bestemmia, un nuovo crocifiggi.

Ancora una volta tra Gesù e Barabba è stato scelto Barabba!

martedì 26 agosto 2025

Fascismo e Comunismo

martedì 26 agosto 2025 - Come la penso



C’è una differenza immensa tra Fascismo e Comunismo!

Il Fascismo è qualcosa che è nato in Italia, è durato vent’anni, ha contagiato altri paesi, ha assunto una forma molto più spaventosa nella Germania nazista e in tutte le sue forme, ma anche proprio dichiaratamente, conteneva comunque, un’ideologia della violenza, della sopraffazione, della gerarchia, dell’autoritarismo, del razzismo, che molti vedevano come cose buone e giuste, però era esplicitamente questo. E gli orrori che le dittature nazi-fasciste hanno commesso, sono stati commessi realizzando ciò che avevano sempre detto di voler fare.

Il comunismo purtroppo è stata un’esperienza tragicamente fallimentare perché dove i comunisti sono andati al potere, quasi ovunque hanno creato regimi fallimentari e, in certi casi, anche spaventose dittature. Non c’è il minimo dubbio!

Ma il comunismo è stato anche la fede di milioni di persone in tutto il mondo che non sono mai andate al potere, che non hanno mai creato dittature, che sono state perseguitate e massacrate per un secolo, in tantissmi paesi e che sentivano di lottare per la giustizia, per la democrazia, e per la libertà.

I comunisti sono anche queste persone, mentre i fascisti sono solo quelli lì. Non esistono fascisti che non aderiscono a ciò che le loro dittature hanno fatto.
Alessandro Barbero

lunedì 25 agosto 2025

Un po’ di Storia


lunedì 25 agosto 2025 - Come la penso 

Senza passare per putiniano, e non riuscendo più a dialogare, anche con gli amici, su questa odiosa e scellerata guerra russo-ucraina, credo che un ripasso di quanto la storia oggettiva ha saputo raccontare, metta un po’ d’ordine e aiuti a dare un giudizio un po’ più obiettivo su quanto sta accadendo, soprattutto sotto la minaccia di un’espansione nucleare per e in tutta l’Europa. 

Sono per la pace da sempre e convinto che ancora si può fare qualcosa, soprattutto per noi europei, ma dobbiamo rivedere e prendere una nuova posizione, soprattutto nei confronti degli USA! 

Non è vero che esiste un aggressore (Putin) e un aggredito (Zelensky) e vediamolo nel tempo: 

Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania voltano le spalle al comunismo e Gorbačëv, salito al potere nel 1985, non muove un dito per fermarle. Nel 1990, anche la Lituania con un atto di sfida, dichiara l’indipendenza, seguita da Estonia e Lettonia. 

A luglio del 1991 Gorbačëv scioglie il patto di Varsavia, senza chiedere in cambio lo scioglimento della Nato, accontentandosi della promessa americana di non allargare l’alleanza Nato. 

Un mese dopo Eltsin destituisce Gorbaciov e scioglie l’URRS e di conseguenza la Guerra Fredda, un’epoca di tensione che aveva tenuto il mondo in bilico per quasi mezzo secolo. 

Eltsin, prende le redini della Russia, promette democrazia e mercato, ma molti sono gli ostacoli: la corruzione, il paese spolpato dagli oligarchi, dalle mafie e dalla finanza internazionale filoccidentale, e la popolazione si ritrova alla fame. 

Nel marzo 1999 la NATO rompe la promessa di non allargarsi e, a marzo, ingloba tre paesi dell’ex patto di Varsavia: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. 

Sempre nel marzo 1999 la NATO bombarda la Serbia violando le risoluzioni ONU e ignorando il veto di Russia e Cina. Dopodiché piazza basi militari in Kosovo e non si schioda più da lì. 

I russi si incazzano e cinque mesi dopo, agosto 1999, costringono Eltsin a dimettersi e in cambio dell’immunità per le ruberie e tutto il resto, nomina come nuovo premier il direttore dell’ex KGB, Vladimir Putin. 

La prima mossa di Putin è spazzare via i separatisti ceceni, che stavano vendendo il paese, petrolio compreso, alle multinazionali occidentali. 

L’anno dopo diventa presidente, fa arrestare gli oligarchi e riprende il controllo dell’economia russa, poi allaccia relazioni strette con Cina e India e si oppone alla seconda guerra del Golfo degli USA e soci. 

Nel marzo 2004 la NATO si allarga ancora e fa entrare le Repubbliche baltiche: Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia (praticamente si mangia tutto l’ex patto di Varsavia), si piazza al confine con la Russia e mette un’altra bandierina nei Balcani. 

Sempre a marzo 2004, Putin viene rieletto presidente e riarma la Russia per difendersi dall’allargamento della NATO che stringe la Russia ormai in una morsa; risponde all’espansionismo della NATO vincendo la guerra in Ossezia contro la Georgia, che stava effettuando esercitazioni congiunte con l’esercito USA, a due passi da Mosca.

Stringe ancora i rapporti con i BRIC, con la Turchia (paese NATO ribelle) e con l’Ucraina, bastione europeo per bloccare l’ulteriore avvicinamento delle basi Nato alla Russia.

Si salda inoltre alla Bielorussia. 

Nel 2011 si oppone all’invasione della Libia da parte della NATO (che nel frattempo si era pure allargata in Albania e Croazia). 

Quando nel 2014 la NATO prova a ripetere il giochino in Siria, manda l’esercito russo e vince la guerra mantenendo Assad al potere. 

Nel frattempo la NATO addestra 10.000 nazisti ucraini. 

Sempre nel 2014 risponde al colpo di stato in Ucraina organizzato dagli USA, annettendosi la Crimea e piazzando i suoi soldati a dare manforte alla popolazione ucraina (filo russa) nel Donbass.

Nel 2017 la NATO si allarga nel Montenegro e nel 2020 si piglia pure la macedonia del nord.

Nel 2022 in risposta all’addestramento e al finanziamento dell’esercito golpista ucraino, da parte della NATO, penetra nel paese e si annette il Donbass e altre due regioni.

Nel 2023 la NATO annette anche la Finlandia, stringendo ancora la morsa intorno alla Russia.

Da oltre vent’anni funziona così: più la Nato insiste con le aggressioni, più la Russia risponde. 


 




lunedì 18 agosto 2025

Vertice a Washigton

lunedì 18 agosto 2025 - Come la penso 

 

 

Oggi alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump riceverà il presidente ucraino Zelensky e i leader europei. 

Alla Casa Bianca e già questo la dice lunga sul grado di sottomissione che hanno i leader europei nei confronti dell’America.

Qual è il senso di questo vertice, dopo l’incontro tra Trump e Putin dove i leader europei sono stati esclusi: per cercare di riparare alla figuraccia che hanno fatto? Per cercare di convincere i popoli europei che contiamo ancora qualcosa?

Il punto è che il Vertice di oggi vale meno di zero, perchè tutte le carte sono già sul tavolo e bisogna solo cercare di capire, una volta per tutte, che la Russia ha già vinto questa guerra e che non si può cambiare il finale, tanto meno domani e tanto meno in queste condizioni.

La Russia si è già presa da tempo quello che voleva, sta continuando ad attaccare, perchè si aspetta che l’Ucraina e l’Unione Europea si arrendano e dicano Ok, basta così!.

E accettare questa soluzione non vuol dire schierarsi da una o l’altra parte; non vuol dire essere filo-putiniani o essere dalla parte dell’Ucraina, ma guardare purtroppo in faccia i fatti; bisogna capire come funziona la geopolitica, e non continuare con slogan o con questioni ideologiche. 

E’ così e basta! Più continua questa guerra e più morti ucraini ci saranno.

L’UE e Zelensky, dopo il vertice in Alaska, hanno fatto sapere che non può esserci la pace senza la garanzia territoriale dell’Ucraina, ma l’integrità è già persa, è già stata compromessa e non si torna più indietro.

È questo che i leader europei e Zelensky, non riescono a capire, o forse lo capiscono, ma vogliono continuare questa guerra forse per altri motivi!

In tutto questo è chiaro che c’è una partita mediatica colossale in corso, nella quale la stampa occidentale, italiana in primis, fa di tutto per sostenere i leader europei, per convincerci del fatto che è giusto difendere l’Ucraina a tutti i costi, anche a fronte di qualsiasi sacrificio; che è giusto riarmarci, spendere miliardi in caccia bombardieri e carri armati, piuttosto che in ospedali, in scuole, in welfare e in servizi per i cittadini.

È tempo di valutare i media, senza farsi abbindolare, senza farsi fare il lavaggio del cervello.

Ci vuole: pensiero critico, beneficio del dubbio e lucidità mentale.

giovedì 14 agosto 2025

Summit storico in Alaska

giovedì 14 agosto 2025 - Come la penso

Domani, venerdì 15 agosto, in Alaska, tra Trump e Putin, si riscriveranno gli equilibri mondiali! 

Putin sta per ottenere tutto dalla guerra in Ucraina. La Nato, militarmente sconfitta, dovrà fare importanti concessioni. 

L’Ucraina non entrerà nell’Alleanza Atlantica e così l’espansione americana in Europa orientale finirà! 

Le regioni occupate o liberate dai russi resteranno in mano alla federazione russa, inclusa la Crimea.

L’Ucraina potrebbe essere smilitarizzata e l’attuale classe dirigente sostituita. 

Gli Usa, con la rottura dei rapporti tra Russia ed Europa e la crisi dell’industria tedesca, avrà un maggior controllo sugli alleati europei. 

Gli ucraini, invano morti, e gli europei, sempre più poveri e insignificanti sono i grandi sconfitti della guerra. 

l’Ucraina è solo il pretesto per questo Summit, durante il quale si parlerà del nuovo ordine mondiale. 

Il mondo ha bisogno di trovare una nuova strada per le relazioni commerciali, che non passi più dal dollaro. 

E per rallentare l’ascesa dei popoli non allineati: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran e Indonesia (Brics) ormai diventati un’organizzazione intergovernativa, con obiettivi geoeconomici e geopolitici, e conservare i privilegi delle proprie oligarchie, gli Stati Uniti, hanno bisogno di rapporti più distesi con la Russia. 

Questo è il mio piccolo pensiero, alle soglie di questa fatidica data, supportato però da analisi di uomini molti più importanti. 

Staremo a vedere nel prossimo futuro, quanto e cosa ci riserveranno i "grandi" di questo piccolo mondo.


mercoledì 23 ottobre 2024

La solitudine

mercoledì 23 ottobre 2024 - Come la penso 

La solitudine è un rapporto privilegiato con te stesso, ascoltare il mare al tramonto e non condividerlo con alcuno! 

Arriva un momento nella vita nel quale smetti di pensare a cosa pensano gli altri e ti dedichi a te stesso e al tuo bene. 

Finirla con le perdite di tempo, sfruttare ogni momento al massimo, scegliere la via migliore per fare ciò che ami fare, tagliare le cose superflue, non rinunciare all’impossibile, anzi provarci fino alla fine.


 

mercoledì 11 settembre 2024

Musica, che passione

mercoledì 11 settembre 2024 – Come la penso

La musica è la forma di comunicazione più immediata e rappresentativa della nostra personalità.

Costituisce un valore inestimabile per scaricare tensioni, migliorare la creatività, stimolare la memoria e fare la differenza.

E quando la passione supera ogni ostacolo, ti ritrovi a suonare il tuo strumento preferito in qualsiasi posto! 
 

 








Consigli di Sopravvivenza

mercoledì 11 settembre 2024 – Come la penso


Quando l’estate si spegne lentamente, resta nell’aria quel dolce profumo di eventi vissuti. Emozioni e ricordi che ci hanno pervaso, diventano via via pallidi ed evanescenti sino a farsi inesorabilmente sostituire.

In realtà restano dormienti finché qualcosa o qualcuno li porterà a riaffiorare. 


 



giovedì 27 giugno 2024

Della Famiglia

giovedì 27 giugno 2024 – Come la penso 

È assolutamente vero che ognuno deve pensare alla propria famiglia e non mi permetterei mai di criticare gli altri, ma il mio pensiero abbraccia molto quello di due degni personaggi, che così commentano:

Corrado Augias Di quale famiglia si parla? Me lo dica lei. Lei sa che la famiglia è una convenzione giuridica. La famiglia che abbiamo oggi in Italia non è la famiglia che avevamo quattro secoli fa e non è la famiglia che c’è oggi in un altro paese; quindi ogni epoca e ogni cultura si fa la sua idea di famiglia. Quando la Meloni dice Famiglia, di che parla? Lei che una famiglia nel senso tradizionale non ce l’ha! Io questo vorrei capire. Sono più aperto io perchè dico: la famiglia c’è ogni volta che si forma un ambiente tenuto insieme dall’amore! Questa è la famiglia! È l’amore che tiene insieme la famiglia.   

Roberto Vecchioni Il motto “Dio, Patria, Famiglia” non è appannaggio della destra, basta che ognuno possa avere il suo Dio e possa avere la famiglia che vuole e, a queste tre cose, Dio, Patria (o anche Nazione) e Famiglia, aggiungerei “Umanità”. Se aggiungiamo anche Umanità, il motto è perfetto. Umanità che è vivissima in tanti ragazzi e in tanti grandi che si sentono ancora giovani. È vivissima perché se no non andremmo avanti. Noi non vogliamo “Grandi Fratelli”, noi vogliamo assolutamente essere uguali in tutto: diritti e soprattutto nel senso della libertà!


 

 

 

mercoledì 26 giugno 2024

Del Parlamento Europeo

mercoledì 26 giugno 2024 – Come la penso

Credo non sia mai troppo tardi per rinfrescare la memoria su certi temi che bene o male fanno parte della nostra vita quotidiana e del nostro futuro. 

Oggi voglio ripassare almeno i “fondamentali” che riguardano il più importante organo decisionale dell’Europa a cui apparteniamo e che coinvolge i nostri rapporti col mondo intero. 

L’Unione Europea è composta da sette istituzioni:

Parlamento europeo

Consiglio europeo

Consiglio dell'Unione europea,

Commissione europea,

Corte di giustizia dell'Unione europea,

Banca centrale europea,

Corte dei conti. 

 

Le principali, che in questi giorni stanno per essere al centro di rinnovamento, sono:

Il Parlamento europeo, eletto ogni cinque anni dai cittadini europei, rappresenta i loro interessi, col compito principale di adottare leggi europee. Condivide questa responsabilità con il Consiglio Europeo, mentre le proposte legislative sono formulate dalla Commissione europea. Il Parlamento e il Consiglio hanno anche la responsabilità congiunta di approvare il bilancio annuale dell’Unione Europea. È composto da 720 deputati (membri del Parlamento europeo), di 7 gruppi politici, eletti a suffragio universale diretto, e il presidente attuale è Roberta Metsola. Ha tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.

Il Consiglio europeo definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali dell’Unione Europea e, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1º dicembre 2009, è diventato un’istituzione. È formato dai capi di Stato o di governo dei 27 paesi dell’UE, dal presidente del Consiglio europeo e dal presidente della Commissione europea. Gestisce questioni complesse o delicate che non possono essere risolte a livelli inferiori di cooperazione intergovernativa, definisce la politica comune estera e di sicurezza dell’UE, nomina ed elegge i candidati a determinati ruoli di alto profilo, fra cui la BCE e la Commissione. Il presidente attuale è Charles Michel. Ha sede a Bruxelles.

La Commissione europea rappresenta e difende gli interessi dell’Europa nel suo complesso. È indipendente dai governi nazionali. Prepara le proposte per la nuova normativa europea, che presenta quindi al Parlamento europeo e al Consiglio. Gestisce il lavoro quotidiano per l’attuazione delle politiche UE e l’assegnazione dei fondi. Vigila sul rispetto della legislazione e dei trattati europei. Infine, può adire la Corte di giustizia contro chi viola le norme. È composta dai commissari dei 27 paesi dell'UE. Il presidente attuale è Ursula von der Leyen. Ha sede a Bruxelles.