lunedì 7 ottobre 2013

“Privilegi, quanto è bello fare il grande statista” di Andrea Viola


martedi 8 ottobre 2013 - Pensieri e parole da condividere

Pensateci. Quanto è bello giocare a fare i grandi statisti e i grandi politici? Con la pancia piena e la testa libera ti puoi divertire a fare il grande moderato e il buon pacificatore nazionale. Non hai problemi per il futuro, non hai l’ansia di crescere i tuoi figli nell’incertezza e in una situazione economica sempre più complicata, non hai l’ansia delle bollette che scadono, non hai la preoccupazione di trovarti un posto di lavoro fisso, non hai l’ansia di non riuscire ad avere una casa di proprietà o semplicemente mantenerne una in affitto.

Insomma vivi nelle stanze ovattate della politica romana e ti diverti ad andare da una trasmissione politica all’altra a dire sempre le stesse cose. Ti diverti con insano cinismo a far finta che i problemi li abbiano creati strani fantasmi immaginari e che qualcuno, ma non tu, li risolverà. Parli sempre al plurale ma non si capisce a chi ti stai riferendo veramente. Rilasci le solite interviste e viaggi per il mondo per salutare fraternamente i tuoi amici e le tue amiche. Spesso non parli delle problematiche che interessano la collettività, ma ti piace cercare sempre qualche tornaconto personale e privato. Le relazioni pubbliche a fini privati sono molto importanti.

Di quello che realmente accade nel tuo Paese ne senti parlare solo dai notiziari e non conosci minimamente i veri problemi quotidiani dei comuni e semplici cittadini, che alla fine dei conti ti danno da mangiare. Molte volte parli solo per sentito dire e non conosci neanche quanto costa un kg di pane o un litro di benzina. Figuriamoci se sai quanto costa il bollo della macchina o quanto costa in media una casa in affitto. Tu hai la macchina blu e la scorta.

Che ti frega se la benzina aumenta costantemente e le accise messe ogni anno solo momentaneamente poi non vengono mai tolte. Era stata messa anche per la guerra in Abissinia, ma l’accisa è ancora lì. Ma che ti frega. Figuriamoci se ti preoccupi quando c’è qualche sciopero dei voli o dei treni. Tu non li paghi e generalmente ti capita di viaggiare con i voli di Stato. Fare una fila alle poste o in banca non sai neanche cosa voglia dire. Se ti servono, quelle le hai direttamente in Parlamento. In Senato la posta era anche ben fornita.

Degli ideali della vecchia sinistra o della vecchia destra ne hai letto qualcosa nei libri di storia e ti sei sempre messo a ridere. Il popolo tifoso per eccellenza ha sempre creduto di poter scegliere e seguire un ideale. I partiti e le sigle non ti importano. L’importante è definirti moderato o magari cattolico. Meglio se entrambi. Quando c’è qualche problema politico serio ti nascondi sempre in responsabilità di qualcun altro. La colpa non è mai tua. Ti diverti un mondo a fare il grande statista.

Quando prendi anche responsabilità di Governo allora raggiungi il massimo del divertimento. Riesci a fare la maggioranza e anche l’opposizione. Se, poi, come accade in questo periodo, non si capisce più dove sia la destra e dove sia la sinistra diventi felice come una pasqua. Sguazzi libero e felice come un bambino e ti lasci andare a grandi ed illuminati discorsi per il bene dell’Italia. Quel bene tanto osannato ma mai visto realmente dai cittadini.

Il moderato politico è il tuo mestiere. Ne carne ne pesce. L’Italia trema ma tu stai tranquillo. Nelle stanze calde ed ovattate che frequenti tutto è pacifico e sereno. Grazie ai tuoi grandi interventi di spessore hai salvato l’Italia. Vai a Letto tranquillo, domani non dovrai timbrare il cartellino.  

Il Fatto Quotidiano, 7 ottobre 2013

Siena - Buonconvento


domenica 6 ottobre 2013 - Andar per Città

Buonconvento è un borgo senese che sorge alla confluenza del fiume Arbia nell’Ombrone, nella valle omonima e inserito nel circondario delle Crete Senesi.

Il nome deriva dal latino "bonus conventus" luogo felice, fortunato. I primi cenni storici si hanno intorno al 1100, ma sicuramente il fatto di maggior rilievo avvenne il 24 agosto 1313, con la morte dell'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo, sceso in Italia per restaurarvi l'autorità imperiale e avvelenato da un frate, durante la comunione. 
Con la caduta della Repubblica di Siena, nel 1559 il borgo entra a far parte del Granducato di Toscana sotto i Medici.






domenica 6 ottobre 2013

Asciano e Crete Senesi


domenica 6 ottobre 2013 - Sensi e Sensazioni

Paesaggi magici, suggestivi e affascinanti: cascine isolate su colli verdeggianti, cipressi svettanti ai lati di viali in terra battuta, che a serpentino si srotolano verso pittoreschi scenari. Una terra divenuta famosa nel mondo per la sua bellezza, icona di tanti film e pubblicità sono le “Crete Senesi” una vasta zona al confine tra le province di Arezzo e Siena.


















Asciano e Abbazia di Monte Oliveto Maggiore


domenica 6 ottobre 2013 - Sensi e Sensazioni

Nel comune di Asciano, su un'altura trapuntata di cipressi e nel caratteristico e stupendo paesaggio delle crete senesi brulle e selvagge, appare il suggestivo complesso monastico.
Ci si incammina su un viale segnato dai cipressi, per giungere ad un ponte levatoio sotto una torre merlata.
L'Archicenobio di Monte Oliveto Maggiore nasce dall’iniziativa di Bernardo Tolomei (1272-1348) e fa capo alla Congregazione Benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto.
Un piccolo gioiello di arte e fede. 


























martedì 1 ottobre 2013

Quattro amici e Zuppa di Cipolle Giarratane


martedi 1 ottobre 2013 - Sensi e Sensazioni

Eravamo quattro amici al bar, decisi un giorno a mettere alla prova la nostra abilità, ma anche no, di cuochi. Quando Siro si offerse di farci assaggiare uno dei suoi piatti meglio riusciti, il coro unanime assentì alla prova. Detto fatto, il tempo di un arrivederci e di concordare i particolari per la sera ed eccoci, con l’acquolina in bocca e tanti sentimenti nel cuore, intorno al tavolo pronti ad assaggiare una delle meraviglie naturali, degna di re, ma anche senza scomodare regali quarti, a suggellare una “profonda e golosa” amicizia.

Zuppa di Cipolle   
Ingredienti:
1 kg. di cipolle bianche, 0,5 kg di cipolle dorate, 1/2 litro di brodo di carne (o vegetale), 2 cucchiai di farina, 1 bicchiere di vino bianco, fette di pane casereccio, formaggio grana a iosa, olio evo, burro, pepe nero e sale q.b.

Preparazione:
Sbucciare le cipolle e tagliarle a fette sottili. In una padella antiaderente, con 2 cucchiai d’olio e una noce di burro, lasciarle appassire, senza imbiondire. Aggiungere il vino e la farina e lasciar cuocere per 5 minuti, a fiamma media e mescolando di tanto in tanto. Aggiungere il brodo dopo averlo scaldato a parte e lasciar cuocere per circa 40 minuti sino a far diventare le cipolle morbide e trasparenti.  
Se dovessero asciugarsi troppo, senza esser ancora cotte, aggiungere ancora del brodo vegetale caldo. A cottura ultimata, fare stringere ancora un po' la zuppa, aggiungendo sale e pepe nero macinato al momento.
Abbrustolire in forno il pane e impiattare nelle terrinette alternando: una fetta di pane, un'abbondante grattugiata di grana, un mestolo di zuppa. Sull’ultimo mestolo di zuppa, grattugiare ancora del grana e stendere mezza noce di burro. Infornare passando sul grill per pochi minuti, giusto il tempo di indorare la superficie.
E... Buon appetito




La cipolla bianca di Giarratana è un ortaggio unico dal sapore dolcissimo e molto aromatica, si presenta più carnosa e chiara delle cipolle comuni. Essa è prodotta nella maggior parte nel territorio di Giarratana, dove si coltiva una varietà medio grossa così detta la "bianca", dalle sue caratteristiche peculiari.
E’ composta: da un olio solforato che fornisce all’ortaggio un gusto e un aroma tipici, da acqua e da proteine, mentre i grassi sono quasi completamente assenti. Discreti sono anche i quantitativi di vitamine e sali minerali.


La cipolla dorata di Parma è la varietà probabilmente più diffusa per uso domestico, essendo estremamente versatile, ottima infatti sia cruda che cotta.


lunedì 30 settembre 2013

Mi dimetto, ma non condivido


lunedì 30 settembre - Come la penso


Dopo aver dato le dimissioni dal governo, per volere di Berlusconi, i ministri Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin e Nunzia De Girolamo, organizzano nella notte la riunione dei “diversamente berlusconiani” che, pur dando la propria fiducia al loro leader, pensano già a rientrare in un governo “Letta bis”, per “vedere se possiamo creare una nuova formazione” (parole di Quagliarello in un intervista al Messaggero).

Non ne possiamo più! Sono cinque mesi, col governo delle larghe intese, che Berlusconi insegue una sola ragione, quella del suo destino personale e della sua salvezza giudiziaria. 
La decisione di far dimettere i suoi ministri non è solo irresponsabile: è criminale. Lasciare un governo alle prese con importanti questioni irrisolte come l’aumento dell’Iva, la legge di stabilità, l’emergenza economica di migliaia di famiglie e di imprese, è soprattutto la lampante certezza del suo disprezzo per le istituzioni e il suo uso a fini personali della funzione politica.

Mercoledì Il presidente Letta, che tra l’altro mi sembra molto determinato e all’altezza della scabrosa situazione, chiederà la fiducia del parlamento. Se il bluff del Pdl rientrerà deve rientrare solo a certe condizioni, altrimenti lasciamoli andare, senza accanimento terapeutico!

E’ tempo di un governo di scopo, di durata limitata con gli unici obiettivi  della legge di stabilità e della legge elettorale, con chiunque abbia a cuore il futuro dell’Italia. Con nessun vincolo di regali a Berlusconi e ai suoi accoliti. 
Non ci sono altre possibilità.

Poi in primavera si ritorni al voto, con una legge che preveda che chi vince governerà, senza più ricatti, con parlamentari veri rappresentanti del popolo e non usciti da gabinetti di partito o da camere da letto di anziani satrapi.

venerdì 27 settembre 2013

L’Elmo di Don Chisciotte di Stefano Bartezzaghi


venerdì 27 settembre 2013 2012 - Sensi e sensazioni

Non so se capita anche a voi, ma quando leggo un libro che mi “prende”, nasce immediatamente e profondamente una gran voglia di condividerlo con qualcuno. Allora passo in rassegna tutti, ma proprio tutti gli amici e conoscenti che ho, anche quelli più giù in classifica, per scoprire chi potrei coinvolgere in quella lettura per me così appassionante. 
Ma il dubbio è sempre dietro l’angolo, perchè un libro, o meglio il suo contenuto; ti può entusiasmare per il genere, con la trama, con i personaggi, per le assonanze con la tua vita, per infiniti altri motivi, anche strettamente personali e il desiderio di trovare le “anime gemelle” si può affievolire.


Ma quando un libro inizia così:

“La creatività
è il riscatto dal grigiore;
è l’eden perduto, ma forse non per sempre;
è il divertimento nel lavoro;
è l’estro contro le abitudini;
è la saggezza nella trasgressione;
è l’arma finale dell’intelligenza contro la noia...”

Noi che siamo “strani”, che siamo “oltre”, che siamo “creativi”, non possiamo non possederlo, leggerlo, amarlo e farne una delle tante nostre “bibbie”!