sabato 30 ottobre 2021

Illasi e Chiesa di Santa Giustina

sabato 30 ottobre 2021 – Sensi e Sensazioni 

Probabilmente è la più ricca di storia fra le chiese esistenti nel territorio comunale. E’ sorta infatti presso il cardine massimo della centuriazione operata dai romani in questa zona. Dove il terreno veniva diviso con precisi criteri geometrici e quindi coltivato, tutt’intorno si sviluppava la vita economica e sociale. 

Il culto di Santa Giustina era molto diffuso nel Veneto e il sacrificio della martire padovana (morta nel 304) contribuì in maniera decisiva alla diffusione del cristianesimo nell’Italia nord-orientale. 

Il più antico documento sulla chiesa risale al 1082, dove viene definita cappella rurale, e sulla trave di mandorlo della torre campanaria è impressa una data: 1101. Ma l’edificio pare risalga a epoca di molto anteriore. Sotto l’altare, nella prima metà del secolo, fu rinvenuta una pietra dedicata agli imperatori Massimino e Costantino. Sembra infatti che Santa Giustina abbia subito il martirio proprio sotto Massimino. Nel 1700 la chiesa venne rimpicciolita perché pericolante. La tradizione popolare, confermata dai verbali delle visite vescovili del 1400, la vuole quale prima parrocchia di tutta la zona.

La struttura architettonica rispetta fedelmente le caratteristiche costruttive e le finalità religiose tipiche dell’arte romanica. La facciata è caratterizzata dal portale rettangolare contornato da un semplice bugnato e dalla sovrastante finestra a lunetta semicircolare. La copertura è a capanna, con coppi veneti. La torre campanaria, a base quadrangolare e caratterizzata dalle pietre a vista, molto severa nella sua struttura. Di particolare bellezza le finestre a bifora corrispondenti alla cella campanaria 


 


Cazzano e Santuario del Crocifisso in San Felice

sabato 30 ottobre 2021 – Sensi e Sensazioni 

Il Santuario, posto sul valico che mette in comunicazione la Val d’Illasi con la Val Tramigna, pur appartenendo al Comune di Cazzano è parte integrante della cultura, delle tradizioni e della fede di Illasi e della sua valle. La chiesa rappresenta uno degli esempi più significativi del romanico: tutti i suoi componenti ne esaltano le caratteristiche.

Tipica è la sua facciata a capanna, con un’impostazione degli elementi architettonici disposti a simmetria rispetto il colmo del tetto. Il prospetto frontale è preceduto da un cortile murato sormontato da una cancellata in ferro. La facciata è caratterizzata da massicci contorni in tufo e si conclude, nella fascia alta, con una mensola sporgente sormontata agli estremi da tre pigne con croce. L’interno è a un’unica navata, terminante con un’abside. L’insieme è armonico e incarna pienamente lo spirito meditativo delle costruzioni religiose romaniche. 

Rilevante è la struttura iconografica degli affreschi del XIV° secolo, che rendono questo luogo sacro uno dei più espressivi dal punto di vista artistico. Sin dai tempi di Papa Lucio III, che in questa chiesa sostò e la cui visita è ricordata da una lapide posta nella parte sinistra dell’arco trionfale, S. Felice è luogo di concessione di indulgenze. 



Il Castello di Illasi, storia e leggenda

sabato 30 ottobre 2021 – Sensi e Sensazioni 

La ragione che porta alla ribalta questo, tra i molti castelli d’altura presenti sul territorio, vi è certamente che, da qualunque posto delle due valli si osservi, appare come punto di riferimento per il proprio andare, specialmente nel camminare! 

Il suo ruolo profondo, assunto all’interno del paesaggio, nasce non solo per il valore storico, ma anche per le motivazioni che lo legano come segno e traccia del passato, fortemente visibile e percepito nel presente.

Il castello, per il periodo medievale, come la villa per l’età romana, è una struttura insediativa che, nell’immaginario collettivo, diventa simbolo e sintesi di un’epoca.

Poco importa se leggende, racconti e tradizioni che circondano spesso i castelli, raccontano un passato più immaginato e fantastico, che reale.

Lo sguardo che si posa su di esso, sta al di fuori della storia e riflette solo la voglia di avere un partner affidabile nel proprio andare e una figura protettiva da utilizzare per governare la propria dimensione quotidiana.

La storia lo vede centro di una signoria vescovile, fortificazione nella sfera di potere del Comune di Verona, fortificazione controllata dal governo signorile scaligero e visconteo, e infine dal governo veneziano.

Proprietà della famiglia Sagramoso-Pompei, oggi è abbandonato, ma nelle leggende tramandate, emergono stranezze e misteri, che ne presentano un lato curioso.

La murata viva 

Agli inizi dell'Ottocento, nel corso di alcuni lavori di restauro, fu scoperto lo scheletro di una giovane donna, ancora in catene. Per tutti si trattò della rivelazione dell'epilogo della storia del conte Girolamo II Pompei e della sua sposa Ginevra, il cui fantasma vaga da sempre senza pace nel castello: le ossa minute, il piccolo teschio e le catene, raccontavano del terrore e della sofferenza patiti dalla donna in attesa della morte.

Il matrimonio tra Girolamo e Ginevra Serego degli Alighieri, discendente diretta di Dante, era avvenuto nel 1591.

Il conte, uomo più uso alle armi che non ai salotti, lasciava la giovane sposa troppo spesso sola, tanto che il podestà di Verona, Virginio Orsini, fece breccia nel suo cuore dando vita a una passione travolgente.

Malgrado la complicità del di lei fedele servitore Gregorio Griffo, la tresca fu scoperta e il servitore venne ucciso a pugnalate dal conte. 

Ne nacque un processo scomodo, che la Serenissima insabbiò ben presto, ma Virginio Orsini, fuggito a Roma e catturato dalle truppe pontificie, fu decapitato. Tre anni dopo, Ginevra scomparve improvvisamente e nei dintorni, si iniziò a sussurrare fosse stata murata viva in una segreta del castello. 

Le illazioni rimasero tali per secoli, fino alla scoperta dei poveri resti dietro la parete: vennero raccolte ossa e catene in un'urna di vetro e poste in una camera buia di Palazzo Pompei nel 1615.

Poi, il colpo di scena: studi successivi stabilirono che quelle ossa non potessero appartenere a Ginevra, ma a qualche altra infelice vissuta in epoca più recente. 

Chi era l'altra castellana condannata a una fine così tragica? Che ne è stato di Ginevra degli Alighieri?


Illasi e il Fortino misterioso

sabato 30 ottobre 2021 – Sensi e Sensazioni 

In prossimità di San Colombano, su un tratto del percorso della Vecia Via della Lana, si incontra questo piccolo, ma assai interessante, edificio. 

Di pianta circolare, del tutto inusuale rispetto alle torri o ai punti di vedetta tipiche delle fortificazioni scaligere, con un aspetto esteriore che si fa notare per il rigore formale delle pietre di color grigio che lo compongono, determinano un reticolato ordinato che si sviluppa su moduli regolari in altezza e larghezza.

Alla monocromia della muratura, si contrappone la gronda, di diverso materiale e forma, che crea una fascia scura alla vista di particolare effetto visivo e architettonico. 

La copertura, leggermente a falda, è formata da otto pietre triangolari che mimetizzano e non fanno intuire la cupola interna. E’ sormontata da un basamento circolare sul quale poggia una sfera con croce in ferro, in parte leggibile nella sua forma originale, che sollecita ad ulteriori indagini. 

Al di sopra dell’apertura d’entrata una lapide reca la seguente scritta: BONIFACIUS. SPREA. F. ANDREAE. LATIORUM. F. COLLE. SECTO. IMPLETA. VALLE OLEAS. POSUIT. HANC. CONDIVIT ANNO. SAL. M.D.CCC.XVII 

Molti interrogativi rimangono sul suo uso e funzionalità ad uso civile o religioso.



 

 






 


Cammina, Cammina

sabato 30 ottobre 2021 – Il mio Cammino

Se impari la strada a memoria, 

non troverai certo granché. 

Se invece smarrisci la rotta, 

il mondo è lì tutto per te...

(Mercanti di Liquore -2002)

 

Illasi e Chiesa di San Marco

sabato 30 ottobre 2021 – Sensi e Sensazioni 

Edificata nel 1958 dal professor Alberto Trabucchi, lo stile riprende e reinterpreta la struttura pura delle chiese medioevali-romaniche sparse lungo la nostra vallata. La facciata a capanna è arricchita nella parte alta da una finestra circolare detta “occhio” ed è preceduta da un portico con tre archi a tutto sesto. 

Lo spazio interno rievoca nella sua sobrietà lo spirito meditativo e di preghiera tipico di questi “piccoli” templi. Il campanile è a pianta quadrangolare e nella cella campanaria vi sono nove campane, famose per i concerti che si tengono ogni anno. La sua verticalità si inserisce naturalmente con la severità dei cipressi circostanti. 

Anche questo luogo sacro, seppur di recente costruzione, incarna nei suoi volumi l’architettura tipica del luogo. L’armonia cromatica e paesaggistica dei materiali la rendono piacevole alla vista, in simbiosi e sinergia con l’ambiente circostante. 




lunedì 25 ottobre 2021

Cammina, Cammina

lunedì 25 ottobre.2021 – Il mio Cammino

Cammina, cammina, quante scarpe consumate, 

quante strade colorate, cammina, cammina. 

Bianche scorciatoie danzano nei prati, 

s'inoltrano nei monti, ricordano passati… 

(Nomadi - 1991)