mercoledì 15 febbraio 2017

Santa Maria della Vita e Oratorio

mercoledì 15 febbraio 2017 - Sensi e Sensazioni

L’oratorio nasce quando nel 1260 Raniero Barcobini Fasani, partito da Perugia perchè “ispirato” dalla Vergine, arrivò a Bologna e fondò la Confraternita dei Battuti Bianchi che si riunivano in questo luogo per dedicarsi alle pratiche religiose e penitenziali.

Primo barocco bolognese e soffitto alla veneziana; due importanti opere cinquecentesche: la pala del 1564 Madonna con Bambino e Santi di Giovanni Francescoo Bezzi e Transito della Vergine di Alfonso Lombardi, del 1519/22, gruppo di quindici statue in terracotta.

Particolare degli angeli che guardano dal soffitto: sono rappresentati tutti con la croce tipica dei Devoti Flagellanti.

Le sale sono anche sede del museo della Sanità










lunedì 13 febbraio 2017

Valterego e il mio percorso fotografico

venerdì 16 settembre 2015 - Sensi e Sensazioni

Non mi reputo fotografo, ma appassionato di sensazioni che possono derivare da tanti fattori, ma soprattutto dal guardarsi intorno e individuare immediatamente quanto merita di essere fissato nella memoria. 

Nei miei viaggi, compagna fedele è sempre una macchina fotografica, semplice, leggera e per niente professionale, ma attenta e pronta a fissare le cose, i momenti e le emozioni che mi colpiscono.

Li ho catalogati come “ricordi” e di loro, un giorno, vorrei farne partecipi i miei “migliori amici”, perchè c’è sempre una relazione! Ci deve essere!

E solo nel confronto nasce la voglia di migliorare e di migliorarsi.

agosto 2015 - da Caldiero a Edimburgo

Bruges

York

Edimburgo

Falkrk

Oban

Stirling

Elgin

Inverness

John O'Groats

Kirkwall

Whitby

venerdì 10 febbraio 2017

La professionalità è una cosa seria

venerdì 10 febbraio 2017 - Sensi e Sensazioni

Un amico, allettato dall’offerta vantaggiosa, si è rivolto a una ditta di oggettistica per una partita di penne a sfera, assai graziose e accattivanti. 

Espletate le formule richieste del quantitativo e del prezzo, alla domanda: “Cosa vuole venga inciso sul dorso?”, rispondeva: “andate sul nostro sito e usate il nostro logo!”.

All’arrivo del corriere con la merce, dopo l’apertura del pacco, poteva così ammirare il prezioso acquisto, rimanendo alquanto di stucco.

C’è da dire, che le penne sono andate a ruba!



martedì 7 febbraio 2017

Rovereto e Oltre

martedì 7 febbraio 2017 - Sensi e Sensazioni


Ospiti del Mart Membership per un incontro particolare  con Lodovico Schiera a svelare “Il mondo dell’editoria e dell’immagine coordinata”, ci siamo permessi poi un pomeriggio “diverso” per le vie incantevoli di Rovereto. Un pomeriggio riscaldato dalle tante emozioni di angoli caratteristici e di momenti interessanti.


Torrefazione Bontadi, la torrefazione più antica di Italia (1790), Il caffè: dal chicco crudo alla tazzina, attraverso la tostatura e la macinazione. Assolutamente da provare almeno una volta nella vita. E poi, una collezione di 300 oggetti d’arte, uno più interessante dell’altro, che vanno dai primi tostini della fine del ‘700, alle macchine espresso di ultima generazione. Da vedere un raro modello di Victoria Arduino sempre anni Quaranta, completamente cromata, del tutto simile a una astronave spaziale, le curiose macchine verticali per i treni e i servizi da caffè, da quelli in porcellana finissima del Seicento fino ai giorni nostri.


Palazzo Dal Ben - Conti d’Arco
In piazza Rosmini, in stile rinascimentale, con le sue decorazioni di notevole pregio artistico. Originariamente fu residenza privata della famiglia Dal Ben e nel XVI secolo ampliato dai Conti d’Arco. Fu acquistato e ristrutturato nel XVII secolo dalle suore Clarisse di S. Carlo. L'attuale carattere architettonico è opera di Augusto Sezanne che nel 1906, trasformò l'originale blocco settecentesco in un palazzetto in stile rinascimentale di tipo veneziano.



L'Osteria del Pettirosso
Nel centro storico, a due passi dal Mart, locale in cui si respira l’aria delle osterie anni 30. Nelle due vecchie cantine situate al piano inferiore, il ristorante, caratterizzato da un atmosfera che ricorda i bistrot parigini d’inizio secolo scorso.
Da gustare i canederli alla verza e puzzone di moena e una delle innumerevoli insalatone, accompagnati da un Lealbere Zeni, “Oro del Tirolo” interpretazione dell’idioma “Tiroler Gold”. I regnanti d’Austria, considerarono infatti questo vino eccellente per il sapore pieno rotondo e per il colore intenso e profondo, profumato di lampone e mora.
OL3, oltre alla buona cucina, la buona musica...Jazz e dintorni, serate da condividere con amici particolari.

lunedì 6 febbraio 2017

La caducità della vita

lunedì 6 febbraio 2017 - Sensi e Sensazioni

Oggi mi si è letteralmente dissolto tra le mani "il mio" ombrello. Ho provato a rianimarlo, ma non c’è stato più niente da fare!

Non era un semplice accessorio per la pioggia, era un simbolo, un compagno di viaggio, una storia, un racconto, un vanto e una forma di sicurezza. 
Avete presente la coperta di Linus? (abbiamo più o meno la stessa età). Ecco!

Non lo aprivo mai, solo nelle citazioni o nelle dimostrazioni! Ma saperlo al mio fianco, o meglio nella mia auto, lì, non come para pioggia, ma come para cadute, quelle della sorte, quelle della vita, mi dava conforto e anche una specie di forza interiore. 

Ho sempre odiato gli ombrelli, ingombranti, intriganti, dalla vita e per la vita effimera e dispersiva. 
Ma il mio non era di quella razza! Era, per dirla con Linus, un ombrello di sicurezza, Era un amico, a cui mi rivolgevo nel momento del bisogno. 

Veniva da lontano, dalla Scandinavia, non era vecchio e sembrava forte, come quei caratteri che discendono dalle terre del nord. Non era vero, anche lui era figlio del progresso e della tecnologia. All’apparenza tutto d’un pezzo, ma all’interno fragile come la solitudine.

Addio caro compagno, come tutte le cose belle che finiscono, anche tu mi hai fatto riflettere sulla caducità della vita.

domenica 5 febbraio 2017

Depero e Sala Rovereto

domenica 5 febbraio 2017 - Sensi e Sensazioni

La Casa d'Arte è l'unico museo fondato da un futurista. L'edificio si trova nel centro storico medioevale di Rovereto.

Quando nel 1956 Depero decise di progettare il “suo museo”, cominciò a definire il numero delle sale e il loro contenuto, curando tutti i particolari: mosaici, mobili, pannelli dipinti e riservò alla città, la sala Rovereto dove lo spazio è allestito con decorazioni e dipinti di carattere allegorico. 

Nel gennaio 2009, in occasione del centenario del Futurismo, il Mart ha dato una seconda vita a Casa Depero. Un complesso restauro ha recuperato le zone originali progettate dall’artista, completandole con due nuovi livelli ispirati direttamente al suo gusto.

Ne esce un interessante itinerario, accompagnati da una vasta raccolta di dipinti, disegni, arazzi, tarsie, collage, manifesti, locandine, mobili e giocattoli realizzati da Depero dai primi anni del Novecento fino agli anni cinquanta, che mostrano il suo multiforme ingegno che va dall’attività pubblicitaria, a quella teatrale, dall’uso innovativo della lingua e delle parolibere, alla sua attitudine architettonica e all’arte applicata.   

"Quando vivrò di quello che ho pensato ieri, comincerò ad avere paura di chi mi copia"











venerdì 3 febbraio 2017

Smetto quando voglio - Masterclass di Sydney Sibilia

venerdì 3 febbraio 2017 - Andiamo al Cinema


Personalmente non amo i sequel, figuriamoci le saghe! 

Al contrario delle critiche dei famosi, che lo vogliono come il film o i film del “nuovo cinema italiano”, a me non ha lasciato il piacere di averlo visto, anche se alcuni spunti sono interessanti, certi attori bravissimi e certe situazioni comiche e piacevoli.

L’attenzione riservata a chi non ha visto il primo film della banda dei ricercatori, fa si che si capisca immediatamente il perchè della loro rimpatriata e la loro azione in aiuto alle forze di polizia per stanare i creatori delle nuove droghe fatte con molecole non ancora illegali.

Una compagine di personaggi preparati e intelligenti sino all’eccellenza, che non riesce però a collocarsi nel mondo del lavoro per la loro divergenza nel considerare la vita. 

Ottimo lavoro di squadra da parte di tutto il cast e buone anche le scene di azione, ma per sapere come andrà a finire dovremo aspettare il prossimo capitolo. 

Avrei preferito una conclusione e non aver visto il trailer del prossimo “Ad Honorem”.