martedì 15 settembre 2026 - Il mio Cammino
Una valle incantata a due passi dal traffico cittadino, un polmone verde sfuggito per un soffio alla riconversione in vigneto intensivo. È la Val Borago, trentotto ettari di verde selvaggio incastonati tra le colline a nord di Verona, scampati dalle logiche del mercato grazie alla determinazione di un gruppo di cittadini.
Da Avesa (VR), ci siamo addentrati nel Vajo Borago, sino alla frazione di Montecchio. Il percorso è abbastanza difficoltoso, 2 ore e 30 minuti in andata e altrettanto per il ritorno, ma la natura ti si presenta spettacolare. Nel fondo, umido e fresco, il sole penetra a fatica, la roccia si presenta ricoperta da muschi per la presenza dello scorrimento idrico e di acque di risorgiva e alla fine della gola, ti ritrovi scale metalliche, ripide e abbastanza inquietanti, per riportarti in quota.
Dopo 30 minuti sei a Montecchio e, se hai un po’ di tempo per riposarti, delle meravigliose tagliatelle al ragu di carne e piselli, preparate dalla simpatica Antonella, all’osteria Belvedere, ti ripagheranno della discreta fatica del cammino.























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