giovedì 18 maggio 2023

Da Caldiero alla Ciclabile Ostiglia-Treviso

giovedì 18 maggio 2023 - Sensi e Sensazioni 

Partiti alle ore 9,30 con molta calma e flemma, siamo intenzionati a percorrere la Ciclovia Ostiglia-Treviso, consapevoli che ancora non è completata, ma che ci ispira per arrivare a Treviso, inforcare la ciclabile del Sile, scendere a Jesolo, attraversare il Lido di Venezia, l’isola di Pellestrina, passare da Chioggia e poi, percorrendo la ciclabile dell’Adige, fare ritorno soddisfatti al nostro paesello. 

Controllate le bici che sembrano essere in forma più di me, ci ritroviamo a Belfiore, primo paese di avvicinamento al nostro obiettivo. Foto di rito all’abbazia di Strà, per immortalare la partenza e poi a seguire i paesi della Bassa: Arcole, Bonaldo, Zimella, Spessa, Orgiano, Sossano, Belvedere, Ponte di Barbarano, dove un’ottima carbonara, al bar Vaca Mora, ci rimette a nuovo e poi a seguire Ponte di Mossano, Ponte di Nanto, Montegaldella, Montegalda. 

A Grisignano di Zocco passiamo accanto alla stupenda Villa Fogazzaro, e incrociamo la effettiva Ciclopedonale per Treviso. 


 

 

 

 



venerdì 5 maggio 2023

Cammina Cammina

 

venerdì 5 maggio 2023 - Il mio cammino

Nonostante 
l'impegno dell'uomo
la natura riesce sempre
a stupirci! 
 



mercoledì 19 aprile 2023

I Tigli di via Don Minzoni (4)

Good Morning Caldiero – mercoledì 19 aprile 2023 

Quando muore qualcuno, anche se è un albero, c’è sempre dentro di noi un senso di colpa che affiora e ti fa dire: “forse potevo fare qualcosa anch’io!”. 

Ad aprile del 2021 finiva l’abbattimento di ben 9 piante ultrasecolari, di oltre 10 metri di altezza. Un gran polmone di verde e ossigeno capace di catturare l’anidride carbonica (CO2) e bloccare le pericolose polveri sottili PM10, molto elevate nella nostra zona. 

Iniziava così a prendere forma quel progetto di “Eliminazione delle barriere architettoniche” in via Don Minzoni, che ha visto quasi tutta la popolazione del nostro bellissimo paese, plàudere all’intervento. 

Oggi si sta completando l’opera! Altri 18 Tigli sani e robusti sono stati tagliati, in nome dello stesso progresso e dello stesso compiacimento populista. 

Io non ci sto! E anche se erano solo tigli, io li sentivo come figli! O ancora padri e fratelli della mia infanzia, che mi accompagnavano con la loro ombra, il profumo e la sicurezza di una natura rigogliosa, nei miei giochi prima, e verso il mio lavoro e la mia vita poi. 

Quell’antico proverbio che dice: “Gli alberi sono le colonne del mondo e quando tutti gli alberi saranno tagliati il cielo cadrà sopra di noi”, dovrebbe farci riflettere e valutare gli effetti di questi interventi, fatti passare come progresso, visibilità, sicurezza, comodità di non dover spazzare foglie ecc.



 



martedì 28 marzo 2023

Gianni Minà al Trabucchi d’Illasi

domenica 15 luglio 2012 - Sensi e Sensazioni 

Son passati oltre dieci anni e in questa infausta giornata, vorrei ricordarlo così come l’ho ascoltato:

Eravamo: io, Paolo, Luigi e Valerio… tanto per citare il Grande!

… In una cornice di vigne e olivi, all’ombra di bianche ed enormi lenzuola rincorse dal vento come vele spiegate, era la sesta edizione del premio “Trabucchi d’Illasi alla Passione Civile”. 

Un parterre di sinistra come è difficile incontrare anche ai comizi del Pd e un pubblico che supera senz’altro le 500 unità che applaude quasi all’infinito. 

Gli interventi, tutti di ottima levatura, dimostrano che le idee di sinistra come le vorremmo noi, non mancano e vengono presentate con quell’impronta che ti fa sognare veramente un’Italia migliore.

Ed eccolo Gianni Minà, il premiato di questa edizione, accolto con una commovente standing ovation a tributo di una vita e del “suo impegno di scrittore e giornalista a cercare di far conoscere, contro ogni ignoranza e pregiudizio, la realtà di un mondo, quello latinoamericano, che sta cambiando e proponendo novità politiche, a differenza dello stanco e ipocrita mondo occidentale”. 

L’incarico dell’intervista viene lasciato alla dissacrante verve di Massimo Cirri, psicologo e famoso conduttore radiofonico di Caterpillar, che tocca, senza fatica, anche le vette dell’humor tra applausi e risate.

Poi è la volta del genio di Ascanio Celestini che ci fa riflettere con il famoso monologo accusatorio “Cari compagni, care compagne, Gramsci farebbe così”.

E poi gli altri in cronaca, tutti personaggi eccellenti che l’anfitrione è riuscito a radunare a Illasi, in una sola giornata, quanto sarebbe difficile per Colognola in un anno e per Caldiero in ventanni di attività culturale.

Volevano zittirlo, ma non ce l’hanno fatta perché Gianni Minà è uno di quei giornalisti sostenitori della più grande verità etica, secondo cui la relazione dialettica tra il dovere di informare e la necessità di essere informati genera il diritto alla conoscenza. E in questo diritto la neutralità non esiste. (Luis Sepùlveda)

Ci mancherà!!!


 



domenica 19 marzo 2023

Eremo di San Donato del Covolo

domenica 19 marzo 2023 – Sensi e Sensazioni 

Il panorama spazia amplissimo sulla bassa pianura vicentina e sulla Riviera Berica, con un largo corridoio naturale tra i Monti Berici e i Colli Euganei che si profilano all'orizzonte con le loro caratteristiche gobbe. 

Ci si arriva dalla piccola valletta-altopiano del Pozzolo, frazione di Villaga, in territorio vicentino. 

Luogo suggestivo dove un tempo si trovava un antico convento, del quale rimangono tracce delle fondamenta a ridosso della parete rocciosa. L'antica chiesa aveva l'abside che faceva tutt'uno con il covolo (grotta).
Il romitorio è documentato fin dal 1240, poi, nel corso del '200, divenne un monastero benedettino femminile retto da una badessa.

Probabilmente il complesso monastico fu abitato fino alle soppressioni ecclesiastiche volute da Venezia nel XVII secolo e infine del tutto abbandonato e già in rovina con le confische napoleoniche di inizio ottocento.

Tuttavia alcuni antri riparati da muri furono adibiti a case rupestri abitate nel corso dell'ottocento e, forse, anche fino a inizio novecento.

Tutta l'area venne requisita per scopi militari durante la grande guerra. Vi stanziarono truppe italiane e francesi nel 1917 e i reduci delle grandi battaglie sull'altopiano di Asiago. Si trovano ancora tracce di trinceramenti e qualche manufatto, forse realizzati quali ultima linea di difesa del fronte Piave-Grappa-Altopiano, o per scopi di addestramento.
 

L'attuale chiesetta, dalle forme neoclassiche eretta nel corso dell'ottocento, venne anch'essa requisita per scopi militari e utilizzata quale magazzino e cucine.

Nel 1935 l'edificio religioso parzialmente crollò, ma venne recuperato dalla nobile famiglia Chemin-Palma, proprietaria del terreno e della Commenda di San Silvestro di Villaga.

Ancora occupato dai militari tedeschi, nel corso della seconda guerra mondiale, l'intero complesso venne ulteriormente sfregiato, demolendo tutte le vecchie strutture murarie del convento. Di esse rimangono solamente delle tracce di fondamenta nelle rocce del covolo.

Dal 1980 il gruppo Alpini di Pozzolo s'incarica del recupero dell'oratorio, riedificando per buona parte i resti dell'edificio e risistemando tutto il notevole sito del Covolo di San Donato, ora di proprietà della Parrocchia di Pozzolo. 

Leggenda vuole che San Donato di Evorea, stanco e assetato dal suo peregrinare, scavando a mani nude nella terra, scoprisse la vena d’acqua che ancora oggi scorre nei pressi delle cave. Altre leggende raccontano invece che il Santo riuscì a sconfiggere un drago che stava divorando il bestiame di Villaga con il solo potere della sua croce.

Leggende, miti o storia infilarsi in questi antri, si respira ancora un’atmosfera davvero particolare.


 

 

 


sabato 18 marzo 2023

Valle Mulini di Calto

domenica 19 marzo 2023 – Sensi e Sensazioni 

Dal paese di Zovencedo, dopo il percorso che ci ha portato alla Sengia dei Meoni, scendiamo verso la frazione di Calto, località che compare negli atti notarili a partire dal 1400, distribuita su tre contrade, sorte inizialmente in funzione della presenza di un mulino, e sviluppate via via con la costruzione di abitazioni addossate le une alle altre. Gli edifici sono stati costruiti sopra uno dei due rami del torrente Liona, che scorre in questa valle. Era il corso d’acqua a fornire l’energia necessaria a far girare le pale dei mulini.

Ci troviamo in un paesaggio veramente bucolico, l’abbondanza di acqua, tra fontane e lavatoi, lo rende così verde e lussureggiante ed è un piacere percorrere questi prati sino a uscire sul sentiero verso Villaga.

Mulino Ciàche    

Mulino Isetto

Mulino Cattani
Mulino Beta di Sopra
Mulino Rizolina
Fontana Rizolina