giovedì 2 febbraio 2023

Non sono un cane, sono RIO

giovedì 2 febbraio 2023 – Sensi e Sensazioni

Non sono un cane. Sono Rio. 

Sono “IL” cane da pastore australiano e mi piace molto stare in compagnia dell'uomo. Ho origini americane e i miei avi erano compagni ideali per i cercatori d’oro del Nordamerica, sin dalla metà del 1800. 

Ho una muscolatura ben sviluppata e una corporatura proporzionata. Sono alto 58 centimetri al garrese, il mio mantello è variegato e oltre al nero e al bianco, ho tonalità cannella e marrone scuro. I miei occhi sono regolari, di color castano, ma uno leggermente più scuro.

Non abbaio, se non con qualche sconosciuto e con il postino. Talvolta mi dimostro dominante verso gli altri maschi “adulti”, ma non me ne importa molto ed è solo per darmi un tono. Sono pacifico e non litigo con i miei simili, e come dicevo sono un ottimo compagno di gioco per i bambini più piccoli. La mia indole protettiva deriva dalle mie origini da pastore.

Forse potrei anche adattarmi a dormire fuori in una cuccia, ma mi piace stare al calduccio per terra sui tappeti, ma anche sul divano e soprattutto nel letto.

Sto molto bene con i miei padroni, ho un rapporto privilegiato con loro, abito con loro e anche se mangio sempre le mie crocchette, impazzisco per mangiare quello che mangiano i miei “familiari” e per lo yogurt.

Ho sempre voglia di giocare e lo dimostro con un "ghigno", per invitarli a una passeggiata o per comunicare loro qualcosa, ma non è assolutamente un atteggiamento aggressivo, tutt'altro.

Mi piace camminare e non vedo l’ora che mi portino in montagna dove posso divertirmi, scorazzando senza tregua.

Insomma, mi manca solo la parola, per il resto mi reputo “umano”

Non sono un cane, sono RIO!



 

 

 

 


Il Bacio

giovedì 2 febbraio 2023 - Sensi e Sensazioni 

Siamo in Piazza Roma a Modena, con alle spalle il Palazzo Ducale che fu sede della Corte Estense, del Ducato di Modena e Reggio, tra Seicento e Ottocento ed ora ospita l’Accademia Militare per futuri ufficiali dell’esercito e dell’Arma dei Carabinieri, quando l’obbiettivo si fissa su un’immagine che tanto ricorda il famoso dipinto de “Il Bacio” o perlomeno le sensazioni che mi vengono alla mente. 

 

In uno scenario architettonico medioevale, due giovani in abiti del quattrocento sono in piedi abbracciati e si baciano. Si tratta, forse, di un giovane patriota che saluta la ragazza amata prima di andare a combattere. 

 

Francesco Hayez (Venezia, 1791 - Milano, 1882) è il massimo esponente in Italia della pittura romantica, vissuto nell’epoca di passaggio tra la cultura neoclassica e quella romantica. Il Bacio è un dipinto del 1859 che racchiude anche un messaggio di ribellione verso l’occupazione straniera in Italia.

mercoledì 1 febbraio 2023

Promemoria

martedì 31 gennaio 2023 – Sensi e Sensazioni



Prima di prendere il volo

e spostarci di qui,

è indispensabile trovare

un altro grande scenografo!
 

 

sabato 7 gennaio 2023

Boscochiesanuova e dintorni

sabato 7 gennaio 2023 – Sensi e Sensazioni 

Lasciata l’auto nel parcheggio di via Cantarane, si percorre la via fino alla contrada Biancari. Giunti al bivio che fiancheggia la Sp13, si continua a Sx verso contrada Tander (segnale bianco-rosso 256). 

 
Comincia il bosco, si giunge alla località Der e quindi al bivio, si gira a Dx seguendo la freccia Lesi – Croce. Il cielo azzurro fa capolino tra gli alberi, e quindi si esce sulla vallata, incontrando ancora le indicazioni dei percorsi. 

Arrivati alla contrada Lesi, la si attraversa prendendo a Dx la direzione Croce.

Alla contrada Croce, il sentiero fiancheggia la Sp 13 e si scende verso la contrada Biancari, riportandosi sul percorso di salita e quindi ritornando al parcheggio.

 
È una camminata di 6,8 chilometri, abbastanza facile, però molto interessante e fascinosa.

 


 

venerdì 6 gennaio 2023

Moscardini, fagioli Secondo e broccoletti di Custoza

venerdì 6 gennaio 2023 - Sensi e Sensazioni 

I moscardini o polpi muschiati sono simili ai polpi: hanno ugualmente 8 tentacoli, ma una sola fila di ventose, mentre i polpi ne hanno due.

Per renderli più morbidi, tenerli pochi minuti in acqua calda acidulata, lontano dal fuoco. Il limone romperà le fibre gommose dei tentacoli.

Per la loro freschezza, basta osservare il cristallino al centro degli occhi: se è trasparente sono freschi, se è opaco hanno passato un periodo di tempo a temperature inferiori a 0°.

Il Fagiolo Secondo, detto anche della Stoppia, è un prodotto tipico della Tuscia, da secoli coltivato nei paesi sul versante a nord del Lago di Bolsena, in particolare nel comune di San Lorenzo Nuovo. È un legume di colore giallognolo con un sapore leggermente dolce e di facilità di cottura, caratteristiche che gli vengono conferite dal suolo particolarmente argilloso e dal clima mite nella crescita. Viene chiamato “Secondo” in quanto la sua raccolta veniva effettuata subito dopo la raccolta del grano. Inoltre è anche conosciuto come “fagiolo della stoppia” perchè veniva piantato sulle stoppie del frumento appena lavorato. 

Il Broccoletto di Custoza è una particolare varietà di cavolo (Brassica oleracea var. italica), eccellenza orticola, che cresce solamente nella campagna veronese, precisamente a Custoza, frazione di Sommacampagna. Sviluppa foglie lunghe e sottili tutt’attorno al centro del cespo. Lo si prepara in molti modi: bollito e condito con olio e limone, conservato sott’aceto o fritto, gratinato o lessato e accompagnato da un paio di uova sode e una fetta di salame scottata. 


Mettere in ammollo una notte i fagioli (potrebbero bastare anche 3-4 ore) e cuocerli a fuoco basso per circa 1 ora.


Fare un soffritto in olio extravergine d’oliva con aglio, cipollotto fresco, capperi e una foglia di alloro. Aggiungere i moscardini e farli rosolare.

Sfumare con vino bianco, aggiungere dei pomodorini freschi o pomodori pelati e far cuocere aggiustando di sale e peperoncino. A cottura ultimata dei moscardini, versarci dentro i fagioli cotti e lasciarli insaporire nel sughetto. Servire ben caldi cospargendoli, a piacimento, con prezzemolo fresco. 
 


 








 

martedì 3 gennaio 2023

Venezia e Ponte Chiodo

martedì 3 gennaio 2023 – Sensi e Sensazioni

Siamo vicini alla Scuola Grande della Misericordia, capolavoro del Sansovino in Sestiere di Cannaregio e in prossimità di Campo San Felice, dove s’erge la Chiesa omonima, di origini antiche (X secolo) voluta dalla famiglia patrizia Gallina. 

Nella zona abitava Marcantonio Bragadin, barbaramente trucidato dai turchi nel corso dell'assedio di Famagosta nel 1571 e le cui spoglie mortali sono conservate nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo. 

Qui scorre il Rio di San Felice che è attraversato da un ponte medievale, che prende il nome dalla famiglia Chiodo e che ha la particolarità, condivisa col Ponte del Diavolo, sull’isola di Torcello, risalente addirittura al XV secolo, di non avere parapetti laterali.


Venezia e San Pantalon

martedì 3 gennaio 2023 – Sensi e Sensazioni 

La chiesa di San Pantalon nel Sestiere di Dorsoduro, si affaccia sul campo omonimo, non lontano da campo Santa Margherita. 

San Pantaleone è una delle figure più famose ad aver testimoniato con il martirio la sua fede in Cristo durante la Grande persecuzione (303-305). Patrono delle ostetriche e compatrono dei medici con i celebri Cosma e Damiano, fa parte del gruppo dei cosiddetti santi anargiri (termine d’origine greca che letteralmente significa “senza denaro”), così chiamati per aver esercitato la professione medica senza chiedere compenso. 

La chiesa oltre a contenere diverse opere importanti è famosa in quanto sul soffitto si trova il Martirio e Gloria di San Pantaleone, opera di gian Antonio Fumiani, dipinta tra il 1680 e il 1704.

Nulla è paragonabile alla magnificenza che si ammira non appena si volge lo sguardo in direzione del soffitto: quello che può apparire come un affresco ben riuscito, è in realtà un dipinto mastodontico eseguito a olio su tela (40 tele unite fra loro). Una sbalorditiva opera che, con i suoi 443 metri quadrati, è considerata la più grande al mondo.

L’opera ripercorre i momenti della condanna a morte di san Pantaleone (il santo, posizionato sopra la cappella maggiore, è ritratto seduto in tutto il suo luminoso splendore nell’atto di subire l’ingiusta condanna) da parte dell’imperatore Galerio Massimiano (sul lato destro seduto in trono vestito di porpora).