venerdì 16 agosto 2013

Belgio - Gand

venerdì 16 agosto 2013 - Quattro salti per l'Europa


Città a misura d’uomo, città di cultura, con una importante università, città da non perdere. Ha dato i natali a Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero. Oggi, il centro della città con le sue grandi torri, la torre campanaria e le torri della Cattedrale e di San Nicola sono solo alcuni esempi di ciò che potrebbe essere stata una “Manhattan del Medioevo”. I corsi d’acqua attraversati da ponti in stile parigino, le vie acciottolate fiancheggiate da palazzi con frontone a gradoni e il grazioso centro storico, la più grande zona pedonale d’Europa, raccolgono una vibrante atmosfera che ne fa una città attraente e incantevole. 





















giovedì 15 agosto 2013

Bruges e San Salvatore


giovedi 15 agosto 2013 - Sensi e Sensazioni

Sint-Salvatorskathedraal è la chiesa principale della città. Di stile gotico, in mattoni, la cattedrale è affiancata da una torre alta 99 metri. Divenne cattedrale della diocesi, dedicata al Salvatore risorto e a San Donaziano, nel XIX. Nel 1921 è stata dichiarata Basilica minore. 







Bruges e Michelangelo


giovedì 15 agosto 2013 - Sensi e Sensazioni

La Madonna col Bambino è una scultura marmorea (128 cm) di Michelangelo, databile 1503-1505 circa e conservata nella navata laterale destra della Chiesa di Nostra Signora.

Nei primissimi anni del Cinquecento Michelangelo era a Firenze impegnato nella difficile realizzazione del "gigante" del David, opera allora avvolta dal mistero e nei confronti della quale tutta la città era in trepidante attesa. L'impegno ufficiale non impediva però all'artista di dedicarsi anche a committenti privati, tra i quali figurava anche la famiglia Mouscron che la collocò nella loro cappella a Bruges.

La Madonna col Bambino venne realizzata pochi anni dopo la celeberrima Pietà vaticana, con la quale dimostra di avere più di un punto in comune, a partire dalla fisionomia e la posizione della testa della Vergine, che guarda verso il basso, nonché riguardo alla foggia e al trammento della veste. Il rapporto madre/figlio è qui immaginato con estrema originalità, con la trovata dinamica di rappresentare il Bambino nell'atto di scivolare dal grembo materno, aiutato dalla mano sinistra della Vergine e dall'appoggio offerto da una piega della veste tesa tra le ginocchia di Maria. 
La composizione diventa così animata dalla posa instabile, con una marcata torsione del corpo del fanciullino, tipicamente michelangiolesca.










Bruges e Beghinaggio


giovedi 15 agosto 2013 - Sensi e Sensazioni

All'inizio del XII secolo vi erano nelle Fiandre donne che vivevano da sole, vedove o non maritate, e che si dedicavano alla preghiera e alle opere di bene, senza aver preso i voti. In un primo momento il numero era abbastanza esiguo ma in seguito, nel corso del secolo e verso la fine dello stesso, crebbe notevolmente. Questa era il periodo delle Crociate e le città e i villaggi brulicavano di donne sole. Questi gruppi di donne avevano le loro abitazioni ai margini della città all'interno delle quali sostentavano i poveri e i mendicanti. All'inizio del XIII secolo si formarono veri e propri gruppi comunitari chiamati beghinaggi.
Le beghine non erano suore perché non avevano mai preso i voti, avrebbero potuto tornare alla vita precedente o anche sposarsi se l'avessero voluto,e non avevano mai rinunciato alle loro proprietà. Se una beghina non aveva nulla, non chiedeva né accettava l'elemosina, ma si manteneva lavorando o con l'insegnamento ai figli dei borghesi. Viveva nel chiostro durante il tempo del suo noviziato, ma poi, alla fine di questo, ritornava alla sua dimora. Lo stesso obiettivo nella vita, gli stessi insegnamenti ricevuti e la comunità di culto erano gli unici legami che aveva con le sue compagne.


... Qui, il silenzio è già quello di una chiesa; persino il rumore delle sottili sorgenti esterne, versate goccia a goccia nel lago, sembra un brusio di voci in preghiera. I muri, tutt’intorno, quei muri bassi che delimitano i conventi, sono bianchi come tovaglie della Santa Mensa. Al centro un’erba ricca e compatta, come una prateria di Jan Van Eyck, dove pascola una pecora che assomiglia all’Agnello pasquale...” 
da “Bruges-la-morta” di Georges ­Rodenbach