venerdì 16 agosto 2019

Corinto e il Canale

venerdì 16 agosto 2019 - Kaliméra Peloponniso

Verso sera lasciamo la città antica, ma è indispensabile passare dall’Istmo per fissare quest’opera d’arte moderna che avevamo attraversato 35 anni fa, nella prima discesa della penisola balcanica.

L’istmo di Corinto che collega il Peloponneso alla Grecia continentale, è stato praticamente tagliato trasformando il Peloponneso quasi in un grande isola, che però rimane collegato con la parte continentale della Grecia tramite ponti stradali e un ponte sommergibile.

L’idea era di evitare alle imbarcazioni la circumnavigazione e la ebbe già Periandro, uno dei Sette Savi e secondo tiranno di Corinto, che dominò la città circa 600 anni prima di Cristo. Anche i Romani ci pensarono, ma la realizzazione avvenne solo in epoca recente, tra il 1881 e il 1893, dopo l’indipendenza della Grecia. Il canale ha una lunghezza di oltre 6 chilometri, una larghezza di circa 25 metri e una profondità di 8 metri.













Corinto e Acrocorinto

venerdì 16 agosto 2019 - Kaliméra Peloponniso

La città si trova a circa 70 chilometri da Epidauro e ci arriviamo verso le tredici, dopo un bellissimo percorso affiancato sempre al mare e in un saliscendi delle montagne.






Lasciamo il camper in riva al mare e ci facciamo una lunga passeggiata per tutta la lunga spiaggia e poi convergiamo in centro, per scoprire qualche novità di interesse.
Ampie strade, piazze e parchi, con percorsi pedonali che invogliano i visitatori a passeggiare e fare shopping. 

Scopriamo un ristorante, il cui proprietari ci racconta dei suoi anni a Napoli e ci tratta come suoi compagni di un tempo, facendoci assaggiare le sue specialità (Gyros e Insalata cretese), ma “alla sua maniera” e poi ci regala, a nome della casa, un generoso piatto di frutta varia.

A suo tempo fu una delle città più importanti della Grecia, con un ruolo significativo durante la Guerra del Peloponneso e nella Lega Achea dal 243 a.C.. Ribellatasi al dominio romano, la città fu rasa al suolo nella Battaglia di Corinto e l’intera regione divenne provincia romana.

Sono ormai le 17 e ci dirigiamo verso Acrocorinto, ovvero l’acropoli dell’antica Corinto che sorgeva sullo sperone roccioso che domina la città. Nel 1858 un potente terremoto distrusse la città, che venne ricostruita in pianura a circa 9 chilometri da quella antica.













Siamo a circa 600 metri di altezza e il Castello, considerato il più antico, più grande e più imponente castello del Peloponneso, le cui mura sono state costruite in epoca medievale, si presenta in tutta la sua bellezza, ma purtroppo il sito chiude alle 16 e con rammarico, dopo le foto di rito, ci vediamo costretti a scendere per visitare almeno la zona archeologica: il Tempio di Apollo, il tempio della dea Tyche (personificazione della fortuna), le fondamenta di un’importante basilica romana, le rovine del teatro e di antiche fontane, quelle che erano le botteghe nell’agorà.
























Dopo il bottino di cultura, ci aggiriamo nei negozietti di souvenir, per almeno qualche ricordino di questo viaggio, che considero una grande impresa greca. 

Epidauro, il Santuario di Asclepio

venerdì 16 agosto 2019 - Kaliméra Peloponniso

Il santuario in età ellenistica divenne il centro per eccellenza dedicato al culto di Asclepio, dio guaritore, figlio di Apollo, del pantheon greco, che guariva i fedeli che si recavano in pellegrinaggio ad Epidauro durante le feste in suo onore, denominate Asclepiei.

L’abaton
Le guarigioni dei fedeli avvenivano in un edificio detto "impenetrabile": prima di accedervi, infatti, il pellegrino doveva aver compiuto le lustrazioni di purificazione necessarie. L'abaton si trova nel centro del santuario, nella spianata dove sorgono gli edifici di carattere più propriamente religioso. 

Il katagogion
Ma non tutti i fedeli trascorrevano la notte nell'abaton: questo edificio aveva infatti una funzione prettamente sacra mentre l'accoglienza dei forestieri avveniva in un altro edificio posto a nord del santuario (dal verbo "ospitare").
Il katagogion è un edificio di pianta quadrata, suddiviso in quattro quadrati più piccoli, datato al III secolo a.C., ma gli attuali resti risalgono ad un rifacimento del I secolo a.C., ad opera del senatore Antonino.

Ma i pellegrini che ogni anno, in primavera, arrivavano da tutta la Grecia per festeggiare Asclepio erano molto più numerosi di quanti potevano trovare alloggio nel katagogion. La gran massa dei fedeli dormiva nelle tende disposte fuori dal tempio.
Costruito nelle vicinanze dell'abaton tra il 380 e il 375 a.C. in marmo e tufo di Corinto, con undici colonne sui lati lunghi e sei sui lati minori. Si conservano le fondamenta e, nella cella a navata unica, resta visibile la base sulla quale doveva ergersi la statua di culto. Una fossa lungo la parete meridionale della cella ospitava probabilmente il tesoro di Asclepio.