domenica 21 giugno 2026

Dolo



domenica 21 giugno 2026 - Andar per Città

Piccolo borgo veneziano situato lungo le rive del Naviglio del Brenta, a pochi chilometri da Venezia con la quale ha una storia legata in particolare ai rapporti all’epoca della Serenissima.

Sui cartelli di accesso alla città si legge: “Dolo, borgo immortalato da Canaletto”. Una frase che fa capire il profondo legame tra Dolo e l’arte, che si estende idealmente dalle antiche ville nobiliari ai murales dei giorni nostri.

Passeggiando tra le vie acciottolate del centro storico e osservando i dettagli dei palazzi più antichi è evidente quanto sia stato forte l’influsso veneziano nello sviluppo della città. L’acqua che scorre, i ponti in pietra e soprattutto il Duomo di San Rocco, il cui alto campanile ricorda tantissimo quello più famoso di San Marco.

Il legame con Venezia ha origine dal XVI secolo, quando il governo veneziano prese la decisione di riqualificare la sua terraferma. La nobiltà iniziò ad acquistare terreni lungo il Brenta per costruire ville e palazzi che ancora oggi rappresentano una delle maggiori attrattive della zona.

Il Brenta col suo traffico fluviale, contribuì in maniera decisiva allo sviluppo commerciale ed economico di Dolo. Le storiche chiuse vinciane (le cosiddette “porte del Dolo”), realizzate su progetto di Leonardo da Vinci e che, insieme a quelle dei vicini paesi di Mira, Stra e Moranzani, permettevano la navigazione da e verso Venezia, annullando di fatto il dislivello di 12 metri presente tra la città lagunare e Padova.

Lo squero monumentale con il tetto dalla caratteristica forma a capanna e dieci colonne, era in passato il cantiere in cui trovavano ricovero le imbarcazioni e oggi, uno dei punti più scenografici.

La realizzazione del canale Seriola aveva lo scopo di ricavare acqua potabile con cui rifornire Venezia. L’acqua dolce veniva filtrata e poi chiusa in botti che venivano trasportate a Venezia con burchi e burchielli, le caratteristiche imbarcazioni. Il Seriola restò per molto tempo una delle sorgenti principali dell’acquedotto futuro, tanto che nel punto dove il canale devia dal Brenta era presente una pietra con l’immagine di un leone alato, simbolo di Venezia e l’iscrizione latina “Hinc Potus Urbi”.

Dopo le ville, i palazzi nobiliari e lo squero monumentale, da vedere è l’antico mulino ad acqua che si trova nel cuore del centro storico. Costruito nella prima metà del Cinquecento, era considerato all’epoca, uno dei mulini più grandi d’Europa.

I mulini di Dolo hanno rivestito per secoli un ruolo di primo piano nell’economia della città e della regione e il principale è rimasto attivo fino al 1989. 

 

 

 


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