venerdì 28 ottobre 2022

Orti e Giardini

venerdì 28 ottobre – Karibuni Mlali 

Quando si parla di Africa, l’immagine stereotipa la rappresenta come deserto e siccità! Qui a Mlali, vuoi per il sapiente lavoro dell’uomo che è riuscito a portare l’acqua, bene essenziale, vuoi per la necessità di rendersi autonomi col mangiare, ha fatto si che gli orti, considerati Eden, vengano venerati e lavorati come bene indispensabile.

 

Il progetto di padre Angelo era quello di rendere la missione autosufficiente e autonoma dagli aiuti provenienti dall'Italia.

 

Ma è la natura ben assecondata, che dà il meglio di sé e la coltivazione di frutta, caffè, girasoli e ortaggi permette a questa comunità non solo di rendersi autonoma nell’alimentazione, bensì di poter vendere diversi prodotti per ricavarne denaro da investire in altri beni primari.

 

E così ti ritrovi a rimirare con ammirazione le distese di prodotti che qui fioriscono e crescono spontaneamente, pilotati solo dall’occhio attento e premuroso dell’uomo.

 

L'allevamento di mucche, capre, galline e anatre inoltre, permette di avere latte, uova e carne; esiste un laboratorio di falegnameria, un'officina meccanica e una calzoleria come posti di lavoro per i ragazzi disabili che hanno finito l'iter riabilitativo e devono essere reinseriti nell'ambito sociale.

 




 

 

 

 



giovedì 27 ottobre 2022

Personaggi particolari

giovedì 27 ottobre – Karibuni Mlali 

Juma è l’odontotecnico che lavora dal 2010 nell’ambulatorio dentistico, quando i medici italiani sono presenti a Mlali. Li supporta tecnicamente ed è molto utile nelle traduzioni con i pazienti che parlano swahili. 

È anche responsabile del laboratorio protesi per gli arti inferiori dei bambini dell’ospedale. 

Lo conoscevamo già dalla precedente missione e ci è stato veramente d’aiuto in questa nostra nuova avventura. 


 
Theo lavora con Juma nel laboratorio che prepara le protesi per i bambini ricoverati all’ospedale per malformazioni agli arti inferiori. 

Con la possibilità di dialogare in inglese è diventato molto amico di Chiara e l’ha accompagnata nelle visite o nei vari interventi con i piccoli dell’ospedale, mostrandole la sua abilità nel fare i gessi per le gambe di quelle piccole creature. 

Thomas era un personaggio caratteristico che avevamo incontrato nel lontano novembre 2013. Un laico che viveva nel Centro, e che si dedicava, completamente e per tutto il giorno, a lavare e stirare tutto l’abbigliamento dei frati. 

E ogni giorno lo trovavi nella lavanderia, primo locale a sinistra, nel corridoio che portava alle nostre stanze, con il sorriso stampato in faccia e una parola in italiano, che ti dava conforto e certezza che la giornata fosse partita col piede giusto e non potesse essere che meravigliosa. 

Era già una persona anziana e averlo trovato, quasi intatto nel sorriso e nel fisico, ci è stato veramente di aiuto e conforto, ogni mattina e nei vari e numerosi incontri quotidiani.

Come la precedente volta, abbiamo lasciato alcune nostre magliette e capi di abbigliamento appesi ai fili dello stenditoio, certi che lui li ritirerà e saprà ben destinarli! 

 

Bakary è un ragazzo sfortunato che fu ricoverato molti anni fa per disabilità motoria ed è cresciuto si può dire qui all’ospedale sino ai quindici anni. Poi il direttore del Centro gli ha dato la possibilità di rimanere nella struttura e adesso felice, si è dedicato ai campi e agli orti e a tutti quei lavoretti che qui non mancano, sentendosi integrato come i suoi compagni più fortunati.






mercoledì 26 ottobre 2022

Dedicato a Makay

mercoledì 26 ottobre 2022 – Karibuni Mlali 

A metà mattinata, mettendo il naso fuori dall’ambulatorio, nel corridoio destinato a sala d’attesa, ci accorgiamo di un ragazzo che se ne sta lì seduto a testa bassa, immobile, in atteggiamento sommesso, vestito modestamente, senza scarpe e un volto segnato da chissà quante traversie e sofferenze. 

Ci è subito simpatico e ci interessiamo alle sue richieste. È venuto in ambulatorio da molto lontano, per farsi fare la dentiera. Pensa che riuscendo a masticare con l’aiuto dei denti, la sua vita può tornare a sorridergli, ma soprattutto lui può sorridere alla vita, cosa negatagli fino al momento di aver incontrato i “mzungu” italiani, che hanno esaudito questo suo desiderio!




 



SorriDENTI

mercoledì 26 ottobre – Karibuni Mlali

Dopo il viaggio estenuante e, arrivati a Mlali, prendiamo possesso delle nostre stanze (comode e spaziose) e per prima cosa portiamo il materiale dentistico, giunto dall’Italia, al “nostro” posto di lavoro dei prossimi giorni, percorrendo quei cinquecento metri che separano l’ambulatorio dalla casa madre dei frati.

Andrea, responsabile di Smile Mission per la Tanzanìa, ha pensato bene di farci tornare qui, visto il nostro grande entusiamo. Questa volta la squadra è numerosa, ed eccoci alle 8,00 in punto sulla porta dell’ambulatorio dentistico, già con una fila di pazienti in attesa.

Yuma è un tanzaniano in forza alla missione ed è una figura indispensabile. Oltre ad essere il tecnico delle protesi ortopediche infantili, è anche l’odontotecnico che prepara quelle dentarie. Ci è molto d’aiuto sia nel lavoro, che per fare l’interprete dei problemi e delle esigenze nella lingua dei pazienti. A lui va la nostra riconoscenza e l’augurio di arrivare un giorno all’autonomia, anche come odontoiatra.

Paolo e Sonia, ricevono i pazienti e i loro problemi; cercano e quasi sempre ci riescono, di risolverli ed eventualmente in caso di intervento di protesi, dopo il calco, passano la patata bollente a Michele, che provvede, in tempi assurdamente veloci, a preparare il manufatto, che renderà il paziente felice nel ritrovare il sorriso e la masticazione.

Via via che i pazienti si sdraiano sulla sedia e si comincia anche a parlare (in swahili) con loro, ci si rende conto quanto il nostro volontariato, sia indispensabile.

I dentisti italiani che si alternano a Mlali, portano la speranza e poi la certezza che almeno certi dolori possono sparire. Le distanze che separano questa popolazione da studi dentistici a Dodoma o a Dar, sono incolmabili e fuori portata economica. Non resta che soffrire, aspettare e sperare nella provvidenza italiana.