giovedì 17 luglio 2025

Orvieto - Il Duomo

venerdì 18 luglio 2025 - Sensi & Sensazioni

Le origini
Gioiello dell’architettura romanico-gotica italiana, è il monumento simbolo della città di Orvieto ed è dedicato alla Vergine Maria assunta in cielo. 
 
La facciata
Capolavoro dell’arte gotica italiana. La sua realizzazione, iniziata nel 1310 circa, può considerarsi architettonicamente conclusa nel 1532.
Il primo vetraio del Duomo fu Consilio da Monteleone. Iniziò a lavorare per la fabbrica nel 1321, assunto poi come magister vitri. Realizzò tessere per i mosaici figurati e decorazioni degli elementi architettonici della facciata. Rimase legato all’Opera del Duomo per più di quarant’anni.
 
L'interno
È diviso in tre navate da colonne e pilastri; ai fianchi si aprono dieci piccole absidi nelle quali furono costruiti degli altari barocchi, distrutti alla fine del XIX secolo per la volontà di riportare il Duomo alla sua struttura originaria. Il colore rosato del pavimento è dato dal marmo rosso di Prodo, piccola località poco distante da Orvieto.
L'organo, disegnato da Ippolito Scalza e Cesare Nebbia nel 1584, è tra i più grandi d’Italia e permette di supportare concerti di ogni genere. 
 
La Cappella di San Brizio
Celebre per il ciclo di affreschi con Storie degli Ultimi Giorni, avviato dal Beato Angelico nel 1447 e completato da Luca Signorelli nel 1499-1504. Il Giudizio Universale, capolavoro di Luca Signorelli, è stato fonte di ispirazione per Michelangelo nella realizzazione della Cappella Sistina.
 
La Cappella del Corporale
Costruita a metà del XIV secolo, la cappella deve il suo nome alla preziosa reliquia del Sacro Lino del miracolo di Bolsena, qui custodito. Nel 1263, mentre un sacerdote boemo celebrava la messa a Bolsena, gocce di sangue scesero dall’ostia e andarono a bagnare il corporale. Papa Urbano IV, conosciuto l’episodio miracoloso, fece trasportare il Sacro Lino nella città di Orvieto, dove, l’anno seguente, con la bolla Transiturus, istituì la festa del Corpus Domini. Ogni anno la città di Orvieto ricorda il miracolo di Bolsena e l’istituzione della festa del Corpus Domini con la processione del Sacro Corporale, accompagnata dalla sfilata del corteo storico in costumi medievali. 
 
La Cripta
È in realtà un oratorio collegato un tempo al transetto da due rampe di scale. A metà del Trecento, destinata a luogo di sepoltura, venne in gran parte affrescata.
 

 

 

 

Orvieto - Terni

venerdì 18 luglio 2025 - Andar per città 

Siamo in Umbria, in provincia di Terni; Orvieto sorge su una rupe di tufo e, abitata fin dalla preistoria, fu un importante centro etrusco prima e città papale poi. 

Siamo giunti in serata e trovato un’ottima area camper proprio accanto alla stazione. Vista l’ora ci siamo accontentati di un piatto di Umbrichelli col tartufo e poi subito a nanna per essere in piena forma il mattino. 

Ore 8,30. E davanti alla stazione, nonostante la cremagliera non fosse funzionante, ci aspettava la navetta che in dieci minuti ci scarica alla sommità del nostro progettato giro, per toccare tutte le fantastiche attrazioni di questa splendida città. 

Le sue bellezze artistiche ti attirano come calamite, ma in una giornata, andando in velocità, puoi alla fine rimanere soddisfatto di tanta beltade.


 

 


 

 

 

lunedì 7 luglio 2025

Phoenicopterus roseus

martedì 8 luglio 2025 - Sensi & Sensazioni 


Il fenicottero rosa o fenicottero maggiore, è la specie di fenicottero più grande diffusa al mondo. Caratterizzato da piume che vanno dal rosa cipria al rosa acceso, non è inusuale vederlo nei nostri cieli o lungo i nostri corsi d’acqua. 

In media l’altezza di questi uccelli è di 150 cm, con un’apertura alare di circa 160 cm e un peso che oscilla tra i 2 e i 4 kg. Può sembrare incredibile, ma sono rosa perchè si cibano di alghe e piccoli crostacei ricchi di carotenoidi, pigmenti rosso-arancio che vanno a depositarsi nelle penne, sul becco e sulle zampe. Appena nati sono di colore grigio e così rimangono finché non iniziano a cibarsi da soli. 

A settembre i fenicotteri rosa abbandonano le rive e i fiumi della Toscana, Veneto, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna e Sicilia per raggiungere la primavera africana. Faranno il loro ritorno a maggio per godere delle stagioni più calde italiane.

 

 

Non sono un birdwatcher, però talvolta mi ritrovo ad ammirare le evoluzioni degli uccelli sia di montagna che d’acqua e i fenicotteri per me hanno qualcosa di coinvolgente, sia in volo che in colonia. 

Li ho incontrati in tre luoghi molto apprezzati per le loro bellezze artistiche e naturali e per l’immancabile presenza di questi meravigliosi uccelli: 

Lio Piccolo, grazioso borgo a nord di Cavallino Treporti e dell’ultima bocca di porto della Laguna di Venezia, immerso in un ambiente unico al mondo per paesaggio, ricchezza dell’ecosistema e antiche tradizioni locali. Porta ancora le tracce di una antica presenza romana. Girando nella laguna s’intravedono moltissime specie di volatili interessanti, ma l’incontro più entusiasmante lo puoi avere con la colonia di fenicotteri rosa, che letteralmente ti rapisce e incanta. 

 

Salina Monaci, rientra nelle Riserve Naturali Regionali del Litorale Tarantino Orientale. È un’area protetta e caratterizzata da una salina ormai in disuso. Poco più a ovest si ergono i resti di una chiesetta risalente al XVI secolo, dedicata alla Madonna del Carmelo, a testimonianza di un’esistenza dedita alla preghiera e al lavoro, come imponeva la rigida regola di San Benedetto: Ora et labora. Nel silenzio carico di significati e dalla profondità che questo affascinante scorcio della salina sa donare allo sguardo e ai pensieri, si possono trovare risposte a ciò che è difficile comprendere e segreti che, un volo di fenicotteri porta con sé. 

 

Salina di Comacchio, un importante sito di produzione di sale dal 1810 al 1984. Dopo anni di abbandono si è arrivati ad un parziale recupero, offrendo finalmente a turisti e amanti della natura, la possibilità di visitare questo ecosistema unico, luogo ideale per osservare uccelli in libertà nel loro ambiente naturale. Il piacere di godere della bellezza di ciò che si manifesta ai nostri occhi, nella pacata serenità, vedendo distese di acqua ferma, che si perdono all’orizzonte e che ospitano fenicotteri rosa che vivono in tranquillità, senza paura dell’uomo e che si lasciano osservare senza timore.


domenica 6 luglio 2025

Erri De Luca: “Considero valore l’uso del verbo Amare”

domenica 6 luglio 2025 – Sensi & Sensazioni 

Forse le persone comuni hanno bisogno di qualcosa di più di quanto ci viene propinato quotidianamente dai media!!!