domenica 8 marzo 2026 - Sensi e Sensazioni
Oggi si celebra la Festa della Donna e non so perché ci troviamo in questo luogo!
È molto più di un cimitero; è oggi un posto di quiete, di silenzio e di pace, ma soffermandoci a leggere la storia e le memorie, qui racchiuse, si può sentire e forse capire tutto il dolore che la guerra ha prodotto.
Quanto sia stupido l’uomo che non riesce a imparare dagli errori commessi e quanto nel tempo continui la sua pazzia e la voglia di distruzione, non ci è dato a capire.
In questo luogo sono raccolte le salme di più di 22 mila caduti tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, provenienti da 1650 luoghi diversi, quasi tutte in Italia settentrionale e vorrebbe pertanto essere “un luogo di coscienza e di ricordo, ma anche di ammonimento”.
Inaugurato il 6 maggio 1967 e gestito da un’associazione umanitaria tedesca, è nella sua semplicità un luogo di grande importanza storica, simbolo di memoria e monito affinché certe atrocità non accadano ancora.
Ma purtroppo la dura realtà ci è di fronte.
Camminare lungo le file di erica che proteggono le piccole lapidi che sgranano i tanti nomi di giovani vite perse, dovrebbe far uscire dalle nostre gole la repulsione per ogni tipo di guerra in corso, trovare un’unica unità per gridare ai nostri governanti: Basta!
Quanto sia stupido l’uomo che non riesce a imparare dagli errori commessi e quanto nel tempo continui la sua pazzia e la voglia di distruzione, non ci è dato a capire.
In questo luogo sono raccolte le salme di più di 22 mila caduti tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, provenienti da 1650 luoghi diversi, quasi tutte in Italia settentrionale e vorrebbe pertanto essere “un luogo di coscienza e di ricordo, ma anche di ammonimento”.
Inaugurato il 6 maggio 1967 e gestito da un’associazione umanitaria tedesca, è nella sua semplicità un luogo di grande importanza storica, simbolo di memoria e monito affinché certe atrocità non accadano ancora.
Ma purtroppo la dura realtà ci è di fronte.
Camminare lungo le file di erica che proteggono le piccole lapidi che sgranano i tanti nomi di giovani vite perse, dovrebbe far uscire dalle nostre gole la repulsione per ogni tipo di guerra in corso, trovare un’unica unità per gridare ai nostri governanti: Basta!












